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Le proposte di Silvio Garattini

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Per la Giornata Mondiale senza tabacco, il direttore dell'Istituto Mario Negri, Silvio Garattini, ha rilanciato l'allarme sull'aumento del consumo di tabacco con un suo intervento pubblicato sull'ultimo numero del settimanale Oggi.

Garattini individua, tra le cause principali, una disparità tra fasce d'età di fumatori e i risultati poco efficaci che hanno avuto le ultime iniziative di legge per combattere il fumo:  “Il consumo di tabacco è in aumento anche perché vi sono poche ex-fumatrici ed è invece in crescita il numero di giovani che fumanoCi si era illusi che la benemerita legge Sirchia, che vietava il fumo in pubblico, avesse grande impatto nel convincere i fumatori a smettere questa “cattiva” abitudine, ma purtroppo l’impatto è stato di breve durata”.

Il direttore ha inoltre indicato delle possibile nuove proposte per arginare e contrastare il fenomeno, che non mancheranno di suscitare polemiche e discussioni.
In primo luogo, Garattini suggerisce di aumentare ulteriormente il prezzo delle sigarette - il metodo più diretto per abbassare i consumi - in modo da aumentare anche le entrate per le casse dello Stato e, indirettamente, diminuire le spese per il Servizio Sanitario Nazionale che avrà, auspicabilmente, meno malattie da curare.
Tra le altre, ha ricordato che è utile mettere a disposizione degli ex fumatori dei preparati di nicotina per attenuare il bisogno di sigaretta. Sebbene questa sia solo uan forma di compensazione, che non risolve il problema della dipendenza, è certamente un modo per ridurre considerevolmente l'intossicazione da sostanze cancerogene ed infiammatorie responsabili di diversi tipi di tumore, infarti cardiaci e malattie respiratorie.

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vista del sito sperimentale del progetto BRIDGE|50 nei pressi del quartiere di Mirafiori a Torino

Il crollo del Ponte Morandi ha portato all'attenzione dei legislatori il problema della durabilità delle strutture in calcestruzzo armato. Una delle principali cause di degrado di questo materiale è la corrosione, che però finora non veniva considerata adeguatamente nella progettazione delle opere e nel pianificare la loro manutenzione. Esistono modelli computazionali che possono prevedere come il degrado dei materiali incide sulla tenuta strutturale dei ponti o dei viadotti ma finora non era stato possibile testarli a scala reale. Il progetto di ricerca BRIDGE|50 colma questa lacuna. Alcune delle travi di un viadotto che doveva essere demolito a Torino per fare posto a un collegamento ferroviario sono state smontate e portate in un sito sperimentale allestito allo scopo. I ricercatori ne hanno prima misurato il livello di degrado e poi le hanno sottoposte a prove di carico fino a rottura. Quello che hanno imparato potrebbe essere applicato ad altre strutture già esistenti e aiutare a pianificarne meglio la manutenzione.

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