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Terza fase di consultazioni

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Inizia oggi a New York il terzo incontro delle "Informal -informal negotiationsons", le cosultazioni per rielaborare la bozza zero del documento ufficiale della Conferenza Rio+20, "The Future we want". I delegati dei 193 Paesi membri delle Nazioni Unite si riuniscono per cinque giorni allo scopo di rielaborare il testo che verrà approvato durante la Conferenza per lo Sviluppo Sostenibile. L'appuntamento è stato aggiunto al programma iniziale, in seguito all' esigenza sorta all'inizio di questo mese, durante il secondo giro di consultazioni.
In quell'occasione, infatti, non è stato raggiunto un accordo sulla maggior parte del documento preparatorio, per via di contestazioni da parte dei partecipanti su diverse issues

Tra gli obiettivi al centro della fase dei negoziati, c'è la volontà di avere da parte di tutti gli stati membri, l'unanimità su temi fondamentali riguardanti la sostenibilità come, ad esempio, clima, energia pulita, biodiversità, acqua, foreste, centri urbani.
Secondo fonti diplomatiche, i principali motivi di discordia tra le parti riguardano la metodologia utilizzata per affrontare questi problemi, che favorirebbe più gli aspetti legati al mercato.
Sebbene sia una scelta legata alla crisi economica globale, la scorsa settimana il sottosegretario per l'Ambiente, Energia e Scienza del Ministero per gli Affari Esteri brasiliano, Luis Alberto Figueiredo Machado, ha ricordato quanto in realtà la situazione internazionale sia il risultato di cattive politiche anche ambientali e sociali, oltre che economiche.

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Bozza zero

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L’esodo dei dottori di ricerca dalle agenzie scientifiche USA

fila di dottori in ricerca su sfondo cupo e bandiera statunitense

La mobilità è una caratteristica strutturale delle prime fasi della carriera scientifica, così come il ricambio generazionale legato ai pensionamenti. Ma l’equilibrio tra uscite e nuove assunzioni nelle agenzie federali statunitensi si è spezzato bruscamente con le politiche della presidenza Trump. Che, tra cancellazione di contratti, pressioni al prepensionamento e drastici annunci di tagli, hanno innescato un esodo senza precedenti di dottori di ricerca, lasciando segni profondi e duraturi nel sistema della ricerca pubblica.

Immagine di copertina elaborata da un'illustrazione di ChatGPT

Nel mondo della ricerca i primi anni sono caratterizzati da una notevole mobilità. Chi, ottenuto il dottorato di ricerca, inizia la carriera ha contratti temporanei ed è normale che, finito uno, ne inizi un altro, magari in un altro istituto, in un’altra università, in un’altra città, oppure in un'altra nazione.

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