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Terza fase di consultazioni

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Inizia oggi a New York il terzo incontro delle "Informal -informal negotiationsons", le cosultazioni per rielaborare la bozza zero del documento ufficiale della Conferenza Rio+20, "The Future we want". I delegati dei 193 Paesi membri delle Nazioni Unite si riuniscono per cinque giorni allo scopo di rielaborare il testo che verrà approvato durante la Conferenza per lo Sviluppo Sostenibile. L'appuntamento è stato aggiunto al programma iniziale, in seguito all' esigenza sorta all'inizio di questo mese, durante il secondo giro di consultazioni.
In quell'occasione, infatti, non è stato raggiunto un accordo sulla maggior parte del documento preparatorio, per via di contestazioni da parte dei partecipanti su diverse issues

Tra gli obiettivi al centro della fase dei negoziati, c'è la volontà di avere da parte di tutti gli stati membri, l'unanimità su temi fondamentali riguardanti la sostenibilità come, ad esempio, clima, energia pulita, biodiversità, acqua, foreste, centri urbani.
Secondo fonti diplomatiche, i principali motivi di discordia tra le parti riguardano la metodologia utilizzata per affrontare questi problemi, che favorirebbe più gli aspetti legati al mercato.
Sebbene sia una scelta legata alla crisi economica globale, la scorsa settimana il sottosegretario per l'Ambiente, Energia e Scienza del Ministero per gli Affari Esteri brasiliano, Luis Alberto Figueiredo Machado, ha ricordato quanto in realtà la situazione internazionale sia il risultato di cattive politiche anche ambientali e sociali, oltre che economiche.

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Bozza zero

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Si fa quasi fatica a parlarne ancora, perché troppo è stato il clamore mediatico, a tratti scomposto. Così non si è ottenuta la sola cosa davvero importante: individuare quello che non ha funzionato e correggerlo. Si è rotto, invece, il rapporto di fiducia tra i sanitari e le persone, mettendo in crisi una struttura di riferimento per la Campania. Non è così che si rende giustizia a Domenico.

La morte di un paziente è sempre una sconfitta. Quando avviene per un errore, segna profondamente la coscienza del medico, dell’équipe e dell’intero sistema sanitario. Quando il paziente è un bambino, la sconfitta diventa ancora più dolorosa.

La medicina ha il dovere di analizzare ciò che accade, riconoscere eventuali errori e fare in modo che non si ripetano, e lo fa ogni volta che si verifica un qualsiasi evento avverso. La giustizia ha il compito di accertare i fatti, individuare le responsabilità e punire se necessario.