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Terza fase di consultazioni

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Inizia oggi a New York il terzo incontro delle "Informal -informal negotiationsons", le cosultazioni per rielaborare la bozza zero del documento ufficiale della Conferenza Rio+20, "The Future we want". I delegati dei 193 Paesi membri delle Nazioni Unite si riuniscono per cinque giorni allo scopo di rielaborare il testo che verrà approvato durante la Conferenza per lo Sviluppo Sostenibile. L'appuntamento è stato aggiunto al programma iniziale, in seguito all' esigenza sorta all'inizio di questo mese, durante il secondo giro di consultazioni.
In quell'occasione, infatti, non è stato raggiunto un accordo sulla maggior parte del documento preparatorio, per via di contestazioni da parte dei partecipanti su diverse issues

Tra gli obiettivi al centro della fase dei negoziati, c'è la volontà di avere da parte di tutti gli stati membri, l'unanimità su temi fondamentali riguardanti la sostenibilità come, ad esempio, clima, energia pulita, biodiversità, acqua, foreste, centri urbani.
Secondo fonti diplomatiche, i principali motivi di discordia tra le parti riguardano la metodologia utilizzata per affrontare questi problemi, che favorirebbe più gli aspetti legati al mercato.
Sebbene sia una scelta legata alla crisi economica globale, la scorsa settimana il sottosegretario per l'Ambiente, Energia e Scienza del Ministero per gli Affari Esteri brasiliano, Luis ALberto Figueiredo Machado, ha ricordato quanto in realtà la situazione internazionale sia il risultato di cattive politiche anche ambientali e sociali, oltre che economiche.

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I ricercatori e tecnologi INAF precari richiedono un intervento urgente alla Presidenza del Consiglio

In un prato, di notte, un telescopio che emette luce punta verso il cielo stellato

Pubblichiamo la lettera aperta con cui la Rete degli stabilizzandi INAF si rivolge alla Presidente del Consiglio per chiedere un intervento legislativo urgente che consenta di stabilizzare, come era stato in precedenza concordato, i molti ricercatori con contratti a termine in essere da molti anni. Oggi in INAF si contano 660 figure precarie su circa 1.920 addetti complessivi; oltre il 40% del personale di ricerca e tecnologia è in condizione di precarietà, e circa 300 persone avrebbero già i requisiti per una stabilizzazione immediata secondo la normativa vigente. Senza un nuovo intervento straordinario molte professionalità altamente qualificate rischiano di lasciare l’Ente o addirittura il Paese. Crediti immagine: Simone Delalande su Unsplash

Onorevole Presidente del Consiglio,

siamo ricercatori e tecnologi precari dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF).

Possediamo il Dottorato di Ricerca e una media di 8 anni di esperienza lavorativa e di 40 anni di età. Siamo pertanto professionisti qualificati, che da tempo guidano e garantiscono continuità a progetti di ricerca strategici nazionali e internazionali del nostro Ente: ormai non siamo più giovani in formazione.

Con questa lettera aperta chiediamo il Suo intervento circa la drammatica situazione di precariato che si è venuta a creare.