fbpx Nuovo Rna per danni cellulari | Page 5 | Scienza in rete

Nuovo Rna per danni cellulari

Read time: 2 mins

Sulla rivista Nature è stata pubblicata una ricerca che identifica una nuova classe di RNA non codificanti come responsabile della risposta cellulare di danno al DNA  La ricerca condotta dal gruppo di Fabrizio d’Adda, responsabile del gruppo di ricerca “Telomeri e Senescenza” all’IFOM-IEO Campus, in collaborazione con il Riken Omics Science Center di Yokohama in Giappone,  rappresenta un importante tassello verso una maggiore comprensione delle patologie tumorali.

Le cellule sono costantemente sottoposte a situazioni che provocano danni al DNA. Per fortuna esiste un meccanismo “sentinella” che avvisa la cellula che il DNA è danneggiato e di conseguenza blocca tutte le attività come la proliferazione e la crescita cellulare  fino alla risoluzione del problema. In pratica è la nostra prima linea di difesa contro la formazione di cellule tumorali e contro l'invecchiamento cellulare. La ricerca dell’ IFOM svela finalmente un passaggio chiave di questo complicato processo: alla base del sistema di difesa c’è un piccolo RNA battezzato DDRNA (DNA Damage Response RNA) che, trascritto a partire dal punto della lesione,risulta essere il responsabile della segnalazione del danno e della sua risoluzione. A partire dal 1993 sono stati scoperti diversi RNA che non codificavano per proteine, ma che al contrario hanno un’importante  funzione regolatoria. “Tutti gli RNA descritti finora , spiega  Fabrizio d’Adda di Fagagna, anche se molto diversi fra loro per struttura, sequenza e meccanismo d’azione, hanno fondamentalmente una caratteristica in comune: concorrono tutti, a molteplici livelli, a regolare l’organizzazione funzionale e l’espressione del genoma”.                                                                                                                                                                    I DDRNA rappresentano quindi una novità assoluta, perché pur essendo strutturalmente simili agli altri RNA non codificanti, hanno una funziona completamente diversa. I DDRNA sono unici perché del genoma salvaguardano l’integrità. Per confermare questa scoperta sorprendete sono stati condotti ulteriori esperimenti, utilizzando cellule tumorali e bloccando la produzione di DDRNA, gli scienziati hanno evidenziato come all’interno del nucleo cellulare si spegnevano gli allarmi molecolari che segnalano la presenza di danni al DNA, non si attivava quindi il meccanismo di risposta al danno e, di conseguenza, le cellule tumorali ricominciavano a proliferare. Questa ricerca, che verrà approfondita dal team di  d’Adda di Fagagna in stretta collaborazione tra IFOM e il CNR di Pavia presso cui lo scienziato ha recentemente avviato un laboratorio dedicato proprio allo studio del mantenimento della stabilità genomica, fornisce  alla comunità scientifica una prospettiva nuova per capire e intervenire nel processo di trasformazione tumorale e di invecchiamento cellulare.

Autori: 
Sezioni: 
Medicina

prossimo articolo

I ricercatori e tecnologi INAF precari richiedono un intervento urgente alla Presidenza del Consiglio

In un prato, di notte, un telescopio che emette luce punta verso il cielo stellato

Pubblichiamo la lettera aperta con cui la Rete degli stabilizzandi INAF si rivolge alla Presidente del Consiglio per chiedere un intervento legislativo urgente che consenta di stabilizzare, come era stato in precedenza concordato, i molti ricercatori con contratti a termine in essere da molti anni. Oggi in INAF si contano 660 figure precarie su circa 1.920 addetti complessivi; oltre il 40% del personale di ricerca e tecnologia è in condizione di precarietà, e circa 300 persone avrebbero già i requisiti per una stabilizzazione immediata secondo la normativa vigente. Senza un nuovo intervento straordinario molte professionalità altamente qualificate rischiano di lasciare l’Ente o addirittura il Paese. Crediti immagine: Simone Delalande su Unsplash

Onorevole Presidente del Consiglio,

siamo ricercatori e tecnologi precari dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF).

Possediamo il Dottorato di Ricerca e una media di 8 anni di esperienza lavorativa e di 40 anni di età. Siamo pertanto professionisti qualificati, che da tempo guidano e garantiscono continuità a progetti di ricerca strategici nazionali e internazionali del nostro Ente: ormai non siamo più giovani in formazione.

Con questa lettera aperta chiediamo il Suo intervento circa la drammatica situazione di precariato che si è venuta a creare.