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Paulo Lima su Rio+20

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Il 12 maggio si è tenuto presso l'Università di Bressanone un seminario dedicato alla Conferenza Rio+20 che si svolgerà dal 16 al 22 giugno a Rio de Janeiro. All'incontro intitolato “Rio+20: lentius, profondius, suavius” e organizzato dalla Fondazione Alexander Langer, sono intervenute persone che avevano partecipato al Global Forum di Rio 1992 e che hanno visto evolvere con occhi interessati la politica ambientale negli ultimi venti anni.

Nel corso del seminario è intervenuto anche Paulo Pereira Lima, giornalista brasiliano che ha fatto dei ragazzi l'obiettivo del suo lavoro. Direttore della rivista Viraçao a una nostra domanda sul ruolo attivo della cittadinanza ai lavori di Rio+20 ha risposto così: “È un cambiamento epocale dovuto anche al ruolo di Internet nel mobilitare le persone. E i giovani si sono appropriati di queste nuove tecnologie della comunicazione dell'informazione. Sono loro che stanno promuovendo un nuovo modo di mobilitarsi in vista di Rio+20 per fare pressing sui politici.

Il lavoro fatto da Lima è proprio questo: permettere ai giovani di avere spazio dove prima non avevano voce in capitolo. In vista della conferenza sta cercando di creare un'agenzia di stampa fatta solo da giovani che segua in loco Rio+20 e che dia il suo punto di vista su temi che li riguardano in prima persona. Tutti i suoi sforzi sono rivolti a questo, dare voce alle persone che vivranno poi sulla loro pelle le conseguenze delle politiche ambientali che si decideranno durante il summit mondiale.

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Fascisti e antisemiti

celle di detenzione

Mettere in discussione il valore educativo delle visite ad Auschwitz significa ignorare la loro forza morale e civile. Ma la memoria non può fermarsi ai Lager: senza uno studio rigoroso del ruolo svolto dal fascismo italiano nella persecuzione degli ebrei e nella repressione antipartigiana, il rischio è quello di perpetuare un racconto autoassolutorio. Per il Giorno della Memoria, Simonetta Pagliani ricostruisce responsabilità, strutture e complicità italiane, ricordandoci perché conoscere quei fatti sia indispensabile per una memoria storica onesta e consapevole.

In copertina: celle della Risiera di San Sabba. Crediti: Andreas Manessinger/Wikimedia Commons. Licenza: CC BY-SA 2.0

Recentemente un'esponente governativa ha messo in dubbio il valore delle visite scolastiche ad Auschwitz, ritenute strumentali ad addebitare l'antisemitismo al fascismo. Al contrario, chi scrive ritiene che per le scolaresche liceali la visione diretta dei campi di concentramento nazisti abbia una portata morale indiscutibile. Questo perché riesce a rendere reali le dimensioni dell'orrore, ma allo stesso tempo dovrebbe essere integrata dall'analisi storica del ruolo avuto in quelle vicende dall'Italia fascista.