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Il volto buono dei radicali liberi

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Radicali liberi, ioni ossigeno, perossidi e altre specie reattive dell'ossigeno sono i maggiori imputati come causa di invecchiamento e malattie. Eppure un gruppo di ricercatori dell'Università della California a San Diego ha scoperto il gene responsabile del fenomeno opposto, secondo cui, esponendosi regolarmente a piccole quantità di queste sostanze, si può al contrario allungare la vita. Trey Ideker, capo della Divisione di genetica della Facoltà di medicina dell'ateneo californiano, lo ha dimostrato sui lieviti con il perossido di idrogeno, uno dei maggiori responsabili dello stress ossidativo: quelle che avevano avuto modo di adattarsi con piccole dosi della sostanza hanno poi reagito meglio e sono sopravvissute di più a un'esposizione acuta. Togliendo a uno a uno i geni del lievito, gli studiosi californiani hanno poi individuato come essenziale per questo adattamento un fattore di trascrizione chiamato Mga2. I loro risultati spiegherebbero anche come mai la riduzione dell'apporto di cibo, che provoca uno stress ossidativo, si traduce in una maggiore sopravvivenza.   PLoS Genet 5(5): e1000488. doi:10.1371/journal.pgen.1000488 
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Biologia

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L’esodo dei dottori di ricerca dalle agenzie scientifiche USA

fila di dottori in ricerca su sfondo cupo e bandiera statunitense

La mobilità è una caratteristica strutturale delle prime fasi della carriera scientifica, così come il ricambio generazionale legato ai pensionamenti. Ma l’equilibrio tra uscite e nuove assunzioni nelle agenzie federali statunitensi si è spezzato bruscamente con le politiche della presidenza Trump. Che, tra cancellazione di contratti, pressioni al prepensionamento e drastici annunci di tagli, hanno innescato un esodo senza precedenti di dottori di ricerca, lasciando segni profondi e duraturi nel sistema della ricerca pubblica.

Immagine di copertina elaborata da un'illustrazione di ChatGPT

Nel mondo della ricerca i primi anni sono caratterizzati da una notevole mobilità. Chi, ottenuto il dottorato di ricerca, inizia la carriera ha contratti temporanei ed è normale che, finito uno, ne inizi un altro, magari in un altro istituto, in un’altra università, in un’altra città, oppure in un'altra nazione.

È anche normale che non tutti e tutte continuino sulla strada iniziata: a volte si scopre che, dopo tutto, non era quella la carriera o l’impiego ideale.