fbpx I vincitori del Premio Galileo | Scienza in rete

I vincitori del Premio Galileo

Read time: 1 min

E' Alex Bellos, autore de Il meraviglioso mondo dei numeri il vincitore della sesta edizione del Premio Letterario Galileo per la divulgazione scientifica. Dei cinque scienziati scrittori finalisti si è aggiudicato il secondo posto il Prof. Carlo Alberto Redi, autore de Il Biologo Furioso.

Una commissione composta da docenti, ricercatori, scienziati, giornalisti - tra cui il giornalista scientifico Pietro Greco - ha passato al vaglio 77 opere pubblicate nei due anni precedenti, selezionandone 18, in base a rigore scientifico dell’opera, gli eventuali spunti di innovazione contenuti, e il talento divulgativo dell’autore nel catturare l’attenzione e suscitare emozioni. I cinque titoli finalisti sono passati infine per la votazione finale questo pomeriggio, nell'agorà del centro culturale Altinate di Padova, della giuria popolare composta da 3000 studenti di 111 istituti di scuola superiore.

Quest’anno la commissione è stata presieduta da Piergiorgio Odifreddi, matematico e divulgatore, già vincitore del Premio 2011 con il libro C’è spazio per tutti.

Autori: 
Sezioni: 
Indice: 
Libri

prossimo articolo

L’intelligenza artificiale come progetto umano. Intervista a Luciano Floridi 

Luciano Floridi

Luciano Floridi propone un approccio pragmatico all'intelligenza artificiale, da intendere non come destino che ci travolge ma come strumento che possiamo progettare e governare, a patto di sviluppare le competenze critiche necessarie a usarla anziché subirla.

In copertina: Luciano Floridi

L’intelligenza artificiale non è un destino, un’imposizione o una promessa, ma uno strumento che possiamo attivamente progettare, governare e orientare. Luciano Floridi, professore universitario a Yale e all’Università di Bologna e pioniere della moderna branca della filosofia dell’informazione, riflette su design, controllo ed etica dell’AI. Offrendo non speculazioni cavillose, ma questioni concrete. Non mondi (im)possibili, ma il mondo di oggi e domani. Non “dove andremo a finire”, ma “dove vogliamo andare”.