fbpx E adesso arriva l’XNA | Scienza in rete

E adesso arriva l’XNA

Read time: 1 min

Da domani la biologia sintetica forse non si accontenterà più solo di modificare geni esistenti o di produrre ex novo segmenti di DNA a partire dai nucleotidi naturali. Al meeting di primavera dell’American Chemical Society, un gruppo di ricercatori britannici guidati da Philipp Holliger del Medical Research Council, ha presentato una serie di sei nuove molecole capaci di incorporarsi nel DNA. I nuovi nucleotidi, presentati in un articolo pubblicato oggi su Science, danno origine a polimeri sintetici ribattezzati nel loro insieme XNA, capaci di conservare e trasmettere informazioni, ma anche di subire processi evolutivi.  «Questo nuovo polimero chiamato XNA (xeno-nucleic-acid)» ha spiegato Diego di Bernardo, che dirige il laboratorio del TIGEM di Napoli dedicato alla biologia sintetica, «grazie a delle polimerasi modificate (differenti cioè da quelle naturali) può essere trascritto da un DNA naturale. E’ vero però anche il contrario, cioè che un polimero di XNA può essere retrotrascritto in DNA, e dunque utilizzato per trasmettere informazione genetica».
Allo stesso meeting altri due gruppi, uno giapponese e uno statunitense, hanno riferito risultati simili con molecole diverse e differente efficacia nella fedeltà della trascrizione. «I nuovi polimeri potrebbero essere utilizzati per applicazioni sia mediche sia biotecnologiche» ha concluso il ricercatore napoletano, «andando nella direzione di una maggiore sicurezza: utilizzando molecole diverse da quelle naturali, infatti, è più facile distinguerle e quindi anche controllarle».

Science, 20 aprile 2012

Autori: 
Sezioni: 
Genetica

prossimo articolo

Ominini arcaici, alla ricerca dell'antenato comune

i resti di ominini ritrovati in Marocco

Nuovi fossili scoperti in Marocco e datati a circa 773mila anni fa potrebbero avvicinarci all’identità dell’ultimo antenato comune di Homo sapiens, Neanderthal e Denisova, rimasto finora sconosciuto. I resti, rinvenuti nei pressi di Casablanca e analizzati da un team internazionale di ricercatrici e ricercatori, mostrano una combinazione di caratteristiche arcaiche e moderne che apre nuovi scenari sulle origini della nostra specie.

Nell'immagine di copertina: i resti rinvenuti in Marocco. Crediti: Hublin JJ, Lefèvre D, Perini S et al. Early hominins from Morocco basal to the Homo sapiens lineage. Nature (2026). https://doi.org/10.1038/s41586-025-09914-y. Licenza: CC BY 4.0

Alcuni nuovi fossili di ominini scoperti di recente in Marocco aggiungono un nuovo tassello alla ricostruzione delle origini della nostra specie. Un team internazionale ha infatti analizzato resti datati 773mila anni fa provenienti dalla Grotte à Hominidés, nei pressi di Casablanca, scoprendo che presentano un mosaico di caratteristiche primitive e derivate che potrebbero porli alla base della linea evolutiva di sapiens, Neanderthal e Denisova.