fbpx Il censimento dei pinguini | Page 8 | Scienza in rete

Il censimento dei pinguini

Read time: 1 min

L'analisi di immagini satellitari ad alta definizione ha permesso a un team di ricercatori di stimare il numero di pinguini imperatore appartenenti alle varie colonie distribuite lungo le coste dell'Antartide.

I risultati, pubblicati su PloS ONE, indicano che la popolazione di questi uccelli simbolo della regione antartica è molto più numerosa di quanto stimato finora. Il team, coordinato da Peter Fretwell (British Antarctic Survey), grazie a particolari tecniche applicate alle immagini satellitari e al confronto con fotografie aeree e conteggi sul campo, è infatti riuscito a stimare 595 mila pinguini adulti, circa il doppio delle precedenti stime comprese tra 270 e 250 mila esemplari.

Le immagini hanno confermato le 44 colonie già note ai ricercatori, ma hanno anche permesso di scoprire 7 stanziamenti finora sconosciuti. Oltre che agli zoologi, però, lo studio potrebbe rivelarsi importante anche per i climatologi. Studi recenti, infatti, indicano che gli stanziamenti di pinguini imperatore sono particolarmente sensibili al cambiamento climatico e la possibilità di ripetere censimenti attendibili e regolari potrebbe dunque rivelarsi cruciale.

Si tratta in assoluto della prima volta che viene impiegata l'osservazione dallo spazio per censire una specie e i ricercatori sono certi che la strada da loro indicata potrà rivelarsi proficua anche in altre situazioni.

National Science Foundation

Autori: 
Sezioni: 
Indice: 
Zoologia

prossimo articolo

Estinzioni lente come l'oblio: il tempo che non vediamo

steppa con mammut semitrasparente in primo piano

Le estinzioni non sono mai state ciò che immaginiamo: non catastrofi improvvise confinate nel passato, né processi lenti e gestibili nel presente. La storia della megafauna del Pleistocene e la crisi della biodiversità contemporanea rivelano una stessa trama, deformata dalla nostra percezione del tempo. Tra eventi compressi e urgenze diluite, perdiamo la capacità di riconoscere la reale velocità del cambiamento e le sue conseguenze ecologiche. Dalla megafauna del Pleistocene alle estinzioni moderne, Alice Mosconi riporta la cronaca di una doppia distorsione temporale, mentre il mondo svanisce davvero.

Siamo soliti raccontare le estinzioni del passato, dai dinosauri a quelle della megafauna del Pleistocene, come eventi rapidi e traumatici. Quando ci riferiamo alle estinzioni in corso oggi, invece, tendiamo a vederle come processi lenti, gestibili e, quindi, ancora reversibili. 

In entrambi i casi, la nostra percezione è distorta e la scala temporale non è quella corretta. Questo errore non è neutro, ma ha delle conseguenze.