fbpx Autorizzata la pubblicazione | Page 26 | Scienza in rete

Autorizzata la pubblicazione

Read time: 3 mins

Il 30 marzo, dopo una riunione fiume di due giorni, il consiglio del National Science Advisory Board for Biosecurity (NSABB), ha deciso di rivedere la propria decisione, raccomandando la pubblicazione integrale dei due controversi lavori riguardanti il virus modificato H5N1. In realtà l’autorizzazione alla pubblicazione integrale  è avvenuta solo per uno solo dei due articoli, quello presentato a Nature da Yoshihiro Kawaoka dell'University of Wisconsin,  del lavoro invece del gruppo olandese guidato da Ron Fouchier  la  rivista Science pubblicherà solo i dati, i metodi e le conclusioni.Kawaoka spiega  che la decisione del consiglio è arrivata grazie alla maggiore comprensione delle implicazioni di salute pubblica del lavoro. Si chiude finalmente un vicenda cominciata nel dicembre scorso, quando scienziati provenienti da due gruppi indipendenti, uno guidato da Ron Fouchier presso la Erasmus Medical Center in Olanda e l'altro da Yoshi Kawaoke presso l'Università del Wisconsin, hanno riferito di aver manipolato con successo il virus H5N1 per renderlo più virulento,  potenzialmente in grado di trasmettersi da uomo a uomo.

Fouchier e Kawaoke avevano in programma di pubblicare le loro ricerche sulle riviste Science e Nature, almeno fino a quando la National Science Advisory Board for Biosecurity , ha chiesto ai ricercatori e agli editori delle riviste di astenersi dal pubblicare i dettagli sulla nuova versione del virus. Troppo rischioso, avevano detto i suoi esperti, divulgare i dettagli dello studio. Dopo mesi di trattative, dove è stato messa in discussione la libertà e l’indipendenza della ricerca, il consiglio del NSABB, con 12 voti a favore e 6 contrari, ha concesso il via libera alle ricerche sul supervirus dell’influenza H5N1, dato che i dati descritti nei manoscritti non sembrano fornire informazioni che consentirebbero un uso sbagliato della ricerca. “Abbiamo avuto nuove informazioni, informazioni riservate, sui benefici di questa ricerca, e abbiamo anche avuto informazioni riservate sui rischi”, ha detto Paul Keim della Northern Arizona University, che è uno dei membri del NSAAB. La decisione arriva a pochi giorni di distanza dalla pubblicazione delle nuove linee guida sulla ricerca, che prevedono l'obbligo per la prima volta esteso a tutte le agenzie di ricerca federali degli Stati Uniti di valutare le proposte di ricerca per il loro doppio uso: i benefici per il pubblico e il rischio che vengano usate per minacciare la salute pubblica, l'agricoltura o l'ambiente in genere. “Le nuove regole sono un enorme passo avanti", dice Ebright biologo molecolare ed esperto di biodifesa della Rutgers University di Piscataway, nel New Jersey, che dice che “l'obbligo di controllo preventivo dei progetti di ricerca è estremamente importante e dovrebbe prevenire casi come i due studi H5N1, il cui potenziale di biosicurezza è stato sollevato solo alla vigilia della pubblicazione dei loro risultati”. Le agenzie  di ricerca avranno 90 giorni di tempo per segnalare progetti esistenti di prodotti  ad alto rischio.

Autori: 
Sezioni: 
Dossier: 
H5N1

prossimo articolo

I ricercatori e tecnologi INAF precari richiedono un intervento urgente alla Presidenza del Consiglio

In un prato, di notte, un telescopio che emette luce punta verso il cielo stellato

Pubblichiamo la lettera aperta con cui la Rete degli stabilizzandi INAF si rivolge alla Presidente del Consiglio per chiedere un intervento legislativo urgente che consenta di stabilizzare, come era stato in precedenza concordato, i molti ricercatori con contratti a termine in essere da molti anni. Oggi in INAF si contano 660 figure precarie su circa 1.920 addetti complessivi; oltre il 40% del personale di ricerca e tecnologia è in condizione di precarietà, e circa 300 persone avrebbero già i requisiti per una stabilizzazione immediata secondo la normativa vigente. Senza un nuovo intervento straordinario molte professionalità altamente qualificate rischiano di lasciare l’Ente o addirittura il Paese. Crediti immagine: Simone Delalande su Unsplash

Onorevole Presidente del Consiglio,

siamo ricercatori e tecnologi precari dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF).

Possediamo il Dottorato di Ricerca e una media di 8 anni di esperienza lavorativa e di 40 anni di età. Siamo pertanto professionisti qualificati, che da tempo guidano e garantiscono continuità a progetti di ricerca strategici nazionali e internazionali del nostro Ente: ormai non siamo più giovani in formazione.

Con questa lettera aperta chiediamo il Suo intervento circa la drammatica situazione di precariato che si è venuta a creare.