fbpx Esploratori dell'invisibile | Scienza in rete

Esploratori dell'invisibile

Read time: 1 min

"Esploratori dell'invisibile" è un evento pensato e voluto dall'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, che si svolgerà venerdì 23 marzo dalle 9:30 alle 13:30, presso l'area congressuale del centro espositivo Le Ciminiere di Catania. Alcuni tra i più illustri esponenti del mondo scientifico interverranno in un dibattito per discutere delle nuove scoperte scientifiche. Gli organizzatori prevedono un afflusso di oltre 1000 studenti provenienti dalle scuole siciliane, oltre a diverse autorità accademiche e istituzionali. Una particolare sessione poster, allestita nell'atrio del piano terra de Le Ciminiere, riguarderà le attività di ricerca dell'INFN e di LHC. Interverranno Oscar Adriani e Pier Luigi Campana (esperimento LHC), Fernando Ferroni (presidente INFN), Fabiola Giannotti (coordinatrice esperimento Atlas), Stefano Lami (esperimento Totem), Emilio Migneco (progetto KM3Net), Guido Tonelli (coordinatore emerito esperimento Cms), Ermanno Vercellin (esperimento Alice). Sarà Patrizio Roversi, popolare conduttore televisivo, a moderare l'incontro con Susy Blady.

L'evento sarà diffuso in streaming video, anche su ScienzaInRete, e sarà possibile proporre delle domande agli speakers attraverso il canale twitter ufficiale, o con l'hashtag #lhc

Per informazioni: [email protected] 

Autori: 
Sezioni: 
Indice: 
Catania

prossimo articolo

L’essenzialità dell’inutile

fogli accartocciati e lampadina accesa

Perché il nostro organismo produce miliardi di anticorpi apparentemente inutili? Per prepararsi a minacce che ancora non conosce. Da questa considerazione biologica, Roberto Sitia propone una riflessione sul valore della cultura, della ricerca e del sapere “senza applicazione immediata”. In un’epoca dominata dall’utilità e dal profitto rapido, investire in conoscenza significa costruire le difese del futuro: perché le crisi più decisive sono spesso quelle che non sappiamo ancora immaginare.

Stupisce i non addetti ai lavori scoprire che la maggioranza degli anticorpi che produciamo siano diretti contro sostanze non presenti in natura.
«Come è possibile tale spreco? Interrompiamolo immediatamente!», potrebbe pensare un politico alla ricerca di investimenti con un immediato ritorno. Il politico dimentica che l’evoluzione è tutt’altro che sprecona, e seleziona in base a rigorosissime analisi di costo-beneficio. Quindi, produrre migliaia di miliardi di anticorpi diversi - anche se apparentemente inutili - è un investimento che paga.