fbpx Le nubi si abbassano | Page 8 | Scienza in rete

Le nubi si abbassano

Read time: 2 mins

Uno studio basato sui dati satellitari suggerisce che nella prima decade di questo secolo la quota delle nubi si sarebbe in media abbassata dell'uno per cento, un fatto che ha potenziali implicazioni per il futuro climatico del pianeta. Roger Davies (Università di Auckland – Nuova Zelanda) e collaboratori hanno studiato l’andamento dei sistemi nuvolosi nei primi dieci anni di questo secolo (dal marzo 2000 al febbraio 2010) analizzando i dati raccolti dal satellite Terra. Grazie ai 9 apparecchi di ripresa del suo spettro-radiometro multi angolo (MISR), il satellite riesce a catturare immagini in 3D delle nubi rendendo possibile la misurazione della loro altezza e del loro movimento intorno al globo.

Dai dati – lo studio è stato pubblicato su Geophysical Research Letters – è emerso un quadro molto complesso, con alcune regioni del globo caratterizzate da una diminuzione della quota media delle nubi e altre con andamento opposto. Al di là di questi dati contrastanti, è emerso comunque che a livello globale la quota media dei sistemi nuvolosi è diminuita di una trentina di metri.

Ancora non è chiara la causa di tale diminuzione, ma è probabile che possa dipendere da alcuni mutamenti nella circolazione atmosferica responsabile della formazione delle nubi alle quote più elevate. Gran parte della riduzione rilevata, infatti, è dovuta alla presenza di un minor numero di sistemi nuvolosi ad altissima quota.

Il periodo considerato è troppo breve per trarre conclusioni definitive, ma sul versante climatico potremmo trovarci in presenza di un aiuto inatteso nella riduzione del riscaldamento globale. Una consistente riduzione nella quota delle nubi, infatti, permetterebbe alla Terra di disperdere più agevolmente il calore nello spazio.

University of Auckland - NASA

Autori: 
Sezioni: 
Canali: 
Indice: 
Clima

prossimo articolo

Craig Venter, l'uomo che mise fretta alla conoscenza del genoma umano

ritratto di craig venter con dna sullo sfondo

Ateo, materialista e liberale. Protagonista di una delle competizioni scientifiche più significative di inizio del secolo, si compiaceva della propria immodestia, ma sapeva vedere i problemi prima che diventassero evidenti. Craig Venter è scomparso il 29 aprile.

Crediti immagine: PLoS/Wikimedia Commons. Licenza: CC BY 2.5

In un classico della storia sociologica della scienza, Steven Shapin, il più autorevole studioso dei profili sociali degli scienziati in età moderna, identificava in Craig Venter, insieme a C.E. Kenneth Moses, fondatore dell'Eastman Kodak Research Laboratory, l'esempio più riconoscibile di scienziato che aveva portato i valori accademici nel mondo industriale della big science.