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Spegnere l'ictus

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Bloccando la cascata del complemento si possono limitare i danni di un ictus ischemico. E per farlo, ci potrebbe essere una finestra temporale maggiore rispetto alle quattro ore e mezza utili per intervenire con l'attivatore tessutale del plasminogeno, l'unica terapia efficace fino  a oggi a disposizione dei medici. Uno studio condotto all'Istituto Mario Negri di Milano, infatti,  mostra che c'è anche un altro modo, oltre alla trombolisi, per curare le vittime dell'ictus, terza causa di morte e prima causa di invalidità nei paesi sviluppati. «Abbiamo verificato su due modelli animali l'efficacia dell'inibitore del C1» precisa Maria Grazia De Simoni, che ha coordinato il lavoro. «L'effetto protettivo tuttavia non sembra derivare tanto dal blocco del C1 quanto dall'interazione con la proteina del complemento MBL (Mannose Binding Lectin)». Negli animali il trattamento ha ridotto le conseguenze dell'ischemia anche quando veniva somministrato 18 ore dopo l'evento: solo l'avvio di trial con questo prodotto, peraltro già utilizzato nella pratica nei casi di angioedema ereditario e acquisito, permetterà di sapere se ciò vale anche per gli esseri umani.

Annals of neurology pubblicato online l'11-5-2009

 

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Medicina

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Early warning sismico: un test a posteriori sull’ultimo grande terremoto in Turchia e Siria

edifici crollati nella provincia turca di Hatay

I sistemi di allerta sismica precoce puntano ad avvertire con secondi o decine di secondi di anticipo che è in arrivo un terremoto pericoloso. Si basano sul fatto che quando la crosta terrestre si frattura, si generano due tipi di onde. Le prime, longitudinali, solitamente non causano danni e viaggiano più velocemente delle seconde, trasversali che invece possono causare danni anche significativi agli edifici e quindi alle persone. I sistemi di allerta precoce processano il segnale delle prime onde e prevedono se e dove, nell’area circostante l’epicentro, è probabile che le seconde siano distruttive. Un gruppo di sismologi dell’Università di Napoli Federico II ha messo alla prova un approccio innovativo all’allerta precoce sfruttando i dati relativi alla prima delle due scosse che hanno colpito la regione tra Turchia e Siria a febbraio del 2023. Quella sequenza sismica ha causato quasi sessantamila morti, lasciando un milione e mezzo di persone senza casa. Nell’immagine: edifici crollati nella provincia turca di Hatay il 7 febbraio 2023. Credit: Hilmi Hacaloğlu/Voice of America.

Un gruppo di sismologi dell’Università di Napoli Federico II ha messo a punto un sistema per l’allerta sismica precoce e lo ha testato retrospettivamente sulla prima delle due scosse che hanno colpito la regione al confine tra Turchia e Siria il 6 febbraio del 2023. Considerando una soglia di intensità sismica (l’effetto del terremoto su persone e cose) moderata, il sistema si è dimostrato in grado di prevedere la zona da allertare con un anticipo che varia da 10 a 60 secondi allontanandosi dall’epicentro da 20 a 300 chilometri, con una percentuale molto contenuta di falsi allarmi.