fbpx Amazzonia al bivio | Scienza in rete

Amazzonia al bivio

Primary tabs

Read time: 2 mins

Uno studio rivela come in Amazzonia le delicate interazioni tra l'aria proveniente dall'Atlantico, la traspirazione della foresta e la radiazione solare cominciano a risentire dell'impatto esercitato dall'uomo, con possibili drammatiche conseguenze per il clima globale.

Lo studio, al quale hanno contribuito una quindicina di ricercatori coordinati da Eric Davidson (Woods Hole Resealch Center) e che è stato pubblicato su Nature, ha portato alla costruzione di un quadro d'insieme con cui valutare le complicate connessioni che legano tra loro le mutazioni climatiche, l'espansione dell'agricoltura, i rischi associati agli incendi e, nel contempo, anche le variazioni nella produzione di gas serra e i cicli fondamentali dell'energia e dell'acqua.

Dall'analisi è emerso che il bacino Amazzonico è un sistema che lentamente sta avviandosi verso un regime disturbato, nel quale la naturale resistenza del sistema alle inevitabili variazioni naturali appare notevolmente compromessa. Il terribile doppio colpo che la siccità del 2005 (considerata per la sua gravità un evento che capita una volta ogni cento anni) e quella del 2010 (ancora più devastante della precedente!) hanno inferto al sistema Amazzonico è stato micidiale, ma se a questo si aggiungono altri attacchi la situazione può davvero precipitare. Il segno più recente di questi disturbi è l'incredibile proliferare di incendi, di gran lunga più frequenti rispetto ai secoli passati, la cui origine è una sorta di sottoprodotto delle procedure di deforestazione.

Oltre alle cause naturali ricorrenti quali le periodiche siccità, il bacino Amazzonico deve dunque sempre di più fare i conti con la mano dell'uomo. A tal proposito desta molta preoccupazione tra gli ambientalisti una proposta di legge in discussione al Senato brasiliano che potrebbe sfociare in una maggiore libertà di deforestazione e molto forte è il sospetto che dietro le quinte si stia muovendo la potente Confederazione dell'agricoltura.

WHRC - Nature paper

Autori: 
Sezioni: 
Indice: 
Ambiente

prossimo articolo

Via libera agli specchi spaziali: chi difenderà il cielo notturno?

cielo notturno

La Federal Communications Commission ha autorizzato il lancio di Eärendil-1, il satellite dimostrativo con cui la start-up californiana Reflect Orbital testerà uno specchio orbitale capace di riflettere la luce del Sole sulla Terra dopo il tramonto. L'azienda punta a una futura costellazione di decine di migliaia di satelliti per illuminare impianti solari, cantieri ed emergenze. Ma astronomi, ambientalisti e ricercatori avvertono: l'inquinamento luminoso e gli effetti sull'ambiente potrebbero riguardare l'intero pianeta, in un vuoto normativo internazionale.

Entro la fine dell’anno la start-up californiana Reflect Orbital vuole mettere in orbita un satellite sperimentale che dispiegherà un sottilissimo foglio di mylar riflettente, quattro petali triangolari a formare un quadrato di 18 metri di lato, per riflettere la luce solare verso la Terra dopo il tramonto. Si tratta di un prototipo che verrà utilizzato per condurre dei test necessari per validare la tecnologia di illuminazione diretta precisamente verso la posizione di chi la richiede, evitando di disturbare chi non la vuole.