Se durante la replicazione del DNA, invece di nucleotidi contenenti desossiribosio, vengono incorporati per errore nucleotidi contenenti ribosio, cioè i normali costituenti dell’RNA, quel semplice atomo di ossigeno in più può fare molti danni: rende instabile la molecola, danneggia i cromosomi e, se non si corre subito ai ripari, può portare a morte la cellula. Un gruppo di ricercatori dell’Università di Milano guidati da Paolo Plevani e Marco Muzi Falconi ha scoperto che, oltre a un primo livello di guardia, costituito dall’enzima RNasi H, esiste un altro sistema di protezione, una particolare DNA polimerasi che riesce in qualche modo a scavalcare l’ostacolo e proseguire la duplicazione del DNA nonostante la presenza dei ribonucleotidi. Ciò permette di evitare la morte della cellula, ma non impedisce che vi si accumulino danni. La scoperta, ottenuta grazie ai finanziamenti di MIUR, AIRC e Telethon, ha importanti implicazioni per lo studio dei tumori, spesso associati a stress nella replicazione del DNA, ma anche per la comprensione della patogenesi di una rara e ancora poco conosciuta malattia genetica, la sindrome di Aicardi-Goutières, causata da mutazioni nei geni codificanti per l’RNasi H.
Molecular Cell 2012: 45: 99-110
Se l’RNA ci mette il becco
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Dimmi quello che mangi: nuovo grande studio sulle abitudini alimentari

I ricercatori e le ricercatrici dell’Istituto dei Tumori di Milano chiedono la nostra collaborazione per un grande studio di coorte che vuole approfondire la relazione tra gli alimenti che consumiamo e più in generale le nostre abitudini di vita e il rischio di sviluppare una malattia. Lo studio vuole completare e aggiornare i già importanti risultati ottenuti attraverso il precedente studio Epic, che è stato alla base delle prime linee guida per un’alimentazione sana. Per partecipare basta andare sul sito di YouGoody – La ricerca bella e buona. Crediti immagine: elaborazione da Sigueme/Pixabay
Negli ultimi decenni, la ricerca scientifica ha fatto molti progressi nel chiarire i legami tra alimentazione, stile di vita e rischio di sviluppare tumori. Alcuni fattori di rischio sono ormai ben documentati: l’obesità, l’inattività fisica, l’eccesso di alcol e il fumo aumentano la probabilità di sviluppare diverse forme di cancro. Anche la dieta ha un ruolo chiave: un’alimentazione ricca di frutta, verdura, legumi e cereali integrali è associata a una riduzione del rischio, mentre un consumo elevato di carni rosse e lavorate è stato collegato, ad esempio, al tumore del colon-retto.