Non è ancora chiaro se la scoperta di una delle più imponenti frodi nella storia della scienza basterà a far crollare come un castello di carte tutta la ricerca che in questi anni ha sostenuto gli effetti benefici del resveratrolo. Certo tuttavia il caso di Dipak Das, uno dei maggiori esperti al mondo in questo campo, lascia legittimamente dei dubbi sui tanto sbandierati effetti benefici del vino rosso. Il rapporto di 60.000 pagine reso noto dall’Università del Connecticut, redatto dopo un’accurata indagine scattata in risposta a una segnalazione anonima, riporta infatti ben 145 falsificazioni dimostrate in due dozzine di lavori scientifici pubblicati a partire dal 2002: un numero che non può essere casuale, ma dimostra l’intenzionalità del dolo, perseguito per lo più attraverso manipolazioni delle immagini dei blot ottenuti in laboratorio con l’elettroforesi delle proteine. L’Università ha bloccato i finanziamenti al laboratorio e rimandato al mittente 890.000 dollari di fondi federali già stanziati a suo favore, in attesa di licenziare il ricercatore che chiama in causa le sue origini indiane evocando un attacco su base razziale. Ma le prove, Photoshop alla mano, risultano schiaccianti.
Paper ritoccati come visi di modelle
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Ricerca pubblica e lavoro precario: il nodo irrisolto del CNR

Il precariato nella ricerca pubblica, particolarmente al CNR, mina la competitività scientifica italiana. Ed è un problema che persiste nonostante la mobilitazione di lavoratori e lavoratrici e le misure introdotte dalle leggi di bilancio 2024 e 2025. Il sistema di ricerca italiano, sottofinanziato e strutturalmente fragile, rischia di perdere il suo capitale umano, essenziale per garantire un futuro competitivo in Europa
Negli ultimi mesi il precariato nella ricerca pubblica è tornato al centro del dibattito politico grazie alla mobilitazione dei lavoratori e delle lavoratrici del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR). Una mobilitazione che mette in luce la fragilità strutturale del sistema della ricerca italiana, cronicamente sottofinanziato e incapace di garantire percorsi di stabilizzazione adeguati a chi da anni ne sostiene il funzionamento quotidiano.