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Paper ritoccati con Photoshop

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Non è ancora chiaro se la scoperta di una delle più imponenti frodi nella storia della scienza basterà a far crollare come un castello di carte tutta la ricerca che in questi anni ha sostenuto gli effetti benefici del resveratrolo. Certo tuttavia il caso di Dipak Das, uno dei maggiori esperti al mondo in questo campo, lascia legittimamente dei dubbi sui tanto sbandierati effetti benefici del vino rosso.   Il rapporto di 60.000 pagine reso noto dall’Università del Connecticut, redatto dopo un’accurata indagine scattata in risposta a una segnalazione anonima, riporta infatti ben 145 falsificazioni dimostrate in due dozzine di lavori scientifici pubblicati a partire dal 2002: un numero che non può essere casuale, ma dimostra l’intenzionalità del dolo, perseguito per lo più attraverso manipolazioni delle immagini dei blot ottenuti in laboratorio con l’elettroforesi delle proteine. L’Università ha bloccato i finanziamenti al laboratorio e rimandato al mittente 890.000 dollari di fondi federali già stanziati a suo favore, in attesa di licenziare il ricercatore che chiama in causa le sue origini indiane evocando un attacco su base razziale. Ma le prove, Photoshop alla mano, risultano schiaccianti.

http://www.theheart.org/article/1340357.do

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Il CREA rischia una grave perdita di autorevolezza scientifica

In una lettera aperta un gruppo di ricercatori, fra i quali il Nobel Giorgio Parisi, Elena Cattaneo e Paola Bonfante, esprime la preoccupazione per le nuove nomine di direttori del CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria), l'ente nazionale di ricerca vigilato dal  Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. Le nomine sembrano infatti «trascurare l’attinenza fra la carriera scientifica dei prescelti come direttori e le aree di ricerca dei Centri». Alcuni profili dei nuovi direttori mostrano curricula da «giovane borsista» più che da ricercatore maturo».In conclusione: «Chiediamo quindi che le procedure di nomina dei Direttori dei Centri CREA siano rese pienamente trasparenti, verificabili e fondate su criteri scientifici chiari, comparabili e coerenti con la missione dei singoli Centri. Il Paese ha bisogno di un CREA forte, autorevole e rispettato a livello internazionale. Per esserlo, deve essere guidato da figure scientificamente riconosciute nei settori che sono chiamate a rappresentare».

Il CREA è il principale ente pubblico italiano di ricerca in agricoltura e scienze agroalimentari. Per questo, le recenti nomine da parte della dirigenza dei 12 Direttori dei suoi Centri di ricerca non possono essere considerate una vicenda interna all’Ente, ma riguardano la credibilità stessa della ricerca pubblica nazionale in un settore strategico per il Paese.