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Ramanujan Prize a Philibert Nang

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Assegnato il prestigioso premio appositamente istituito dal Centro Internazionale Abdus Salam (ICTP) di Trieste e dall'Unione Matematica Internazionale (IMU) e supportato economicamente dal Niels Henrik Abel Memorial Fund in favore dei giovani matematici cittadini dei Paesi in via di sviluppo.

Il riconoscimento è intitolato alla memoria di Srinivasa Ramanujan, il genio matematico indiano morto nel 1920 a soli 33 anni. Istituito nel 2005, il premio prevede ogni anno l'assegnazione di 15 mila dollari a un ricercatore di età inferiore ai 45 anni proveniente da un Paese in via di sviluppo che si è particolarmente distinto in uno qualunque dei molteplici settori della matematica.
Il vincitore per l'edizione 2011 è il Professor Philibert Nang, docente di matematica presso l'École Normale Supérieure, Laboratoire de Recherche en Mathématiques, di Libreville in Gabon.

Nella motivazione dell'assegnazione si riconosce il decisivo contributo di Nang alla teoria algebrica dei moduli-D, un particolare approccio alla soluzione delle equazioni differenziali lineari alle derivate parziali. Il premio è altresì un riconoscimento per la risoluta attività di ricerca condotta mentre era impegnato nella carriera accademica in Gabon, sua terra d'origine. La speranza – prosegue la motivazione – è che il suo esempio possa ispirare altri giovani matematici africani che lavorano ai più alti livelli nelle loro paesi d'origine.

ICTP

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Premio 2011

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piedi con due frecce in direzioni opposte

Ci sono momenti in cui un’invenzione, un’idea o un cambiamento apparentemente circoscritto modificano in profondità il nostro modo di vedere il mondo. È accaduto con il telescopio di Galileo e, secoli dopo, con "Primavera silenziosa" di Rachel Carson. Sono tipping points, punti di svolta capaci di produrre conseguenze enormi e inattese. Oggi il termine evoca soprattutto le soglie critiche del cambiamento climatico. Ma esistono anche tipping points positivi: innovazioni tecnologiche, economiche e sociali che possono accelerare la transizione e contribuire a contrastare la crisi climatica.

Nel 1608 un fabbricante di occhiali, l'olandese Hans Lippershey, sovrappone due lenti e realizza il primo approssimativo modello di telescopio: lo strumento si diffonde in pochi mesi in tutta Europa. L’anno seguente Galileo ne comprende l’importanza, lo perfeziona e lo rende idoneo per esplorare il cielo (la vicenda è narrata da Massimo Bucciantini, Il telescopio di Galileo. Una storia europea, pubblicato da Einaudi nel 2012). L’invenzione dissolve in breve tempo un modo di vedere e concepire l’universo durato per migliaia di anni.