fbpx Gli sbuffi del buco nero | Page 13 | Scienza in rete

Gli sbuffi del buco nero

Read time: 1 min

Osservazioni da terra e da satellite hanno permesso a un team internazionale di individuare il momento in cui un buco nero spara nello spazio circostante energetici getti di materia.

Il buco nero dista 28 mila anni luce in direzione della costellazione dello Scorpione ed è legato gravitazionalmente a una stella. L'orbita reciproca dei due componenti del sistema, noto agli astronomi con il nome di H1743-322, obbliga periodicamente la stella a pericolosi incontri ravvicinati con il buco nero, che ogni volta ne approfitta per strappare materiale alla stella e attirarlo verso di sé.

Non tutto quel materiale, però, è destinato ad essere fagocitato dal buco nero; una parte di esso, infatti, viene di solito espulsa in due getti di direzione contrapposta. Può però anche succedere che, invece di osservare un flusso tutto sommato regolare, si assista a veri e propri sbuffi di gas sparati nello spazio a velocità relativistiche. Utilizzando le osservazioni X del satellite RXTE (Rossi X-ray Timing Explorer) e quelle radio raccolte dai radiotelescopi del sistema VLBA (Very Long Baseline Array), un team di astronomi è riuscito, come in una moviola, a ricostruire le fasi dell'allontanamento di quei proiettili gassosi dal buco nero.

Le osservazioni, presentate al Meeting dell'America Astronomical Society tenutosi ad Austin (Texas), permetteranno di comprendere meglio il meccanismo che innesca e regola la produzione dei jet gassosi che si dipartono dai buchi neri.

NASA

Autori: 
Sezioni: 
Astrofisica

prossimo articolo

Artemis II: il lato in ombra della corsa alla Luna

Immagine della navicella spaziale Orion con la luna illuminata a metà sullo sfondo

Paolo Attivissimo nel suo recente saggio dedicato al ritorno sulla Luna offre un quadro realistico della nuova corsa al nostro satellite. Una corsa che la NASA non può perdere, ma che ha difficoltà a vincere, anche perché con il tempo c'è stata una drastica riduzione dei finanziamenti: sono solo una frazione rispetto a quelli che aveva ricevuto il programma Apollo, mentre i nodi dei voli umani al di là dell’orbita circumterrestre sono identici a quelli che si erano dovuti affrontare allora. Crediti immagine: NASA

Il diluvio mediatico collegato alla missione Artemis II che, con tutti i suoi record, ha fatto dimenticare i problemi sulla rampa di lancio nonostante il costo esorbitante del lanciatore, forse ci inducono a concentrarsi sui dettagli piuttosto che sull’intero impianto del programma di ritorno alla Luna.