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Traffico al top nell'inquinamento

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Negli ultimi mesi diverse amministrazioni comunali si sono mosse per ridurre l'inquinamento atmosferico, prestando particolare attenzione al traffico e ai trasporti, più in generale. Uno studio di due istituti di ricerca spagnoli sembra dimostrare come sia proprio il traffico la più importante fonte di inquinamento per la salute in un'altra città europea, Barcellona.

Il Centro de Investigación en Epidemiología Ambiental (CREAL) e l'Instituto de Diagnóstico Ambiental y Estudios del Agua (Idaea-CSIC) hanno infatti pubblicato, sull'ultimo numero della rivista Enrinvomental Health Perspectives, la ricerca The Effects of Particulate Matter on Daily Mortality: a case-crossover study of Barcelona, Spain, in cui hanno esaminato gli effetti delle polveri sottili sui tassi di mortalità e morbosità.

L'importanza di questo studio non è legata unicamente ai risultati ottenuti ma anche all'oggetto e all'unità d'analisi, poiché per la prima volta sono stati presi in considerazione tanto le componenti quanto le fonti delle polveri sottili in una città europea. Quest'ultima rappresenta una novità rilevante in quanto finora i dati esistenti riguardavano per lo più metropoli americane. Per quanto concerne invece i dati analizzati, i due enti di ricerca hanno applicato metodi statistici su tre differenti database (tassi di mortalità, condizioni climatiche e concentrazioni di particolato atmosferico) che coprivano il periodo compreso tra il 2003 e il 2007.   

I risultati così ottenuti suggeriscono un'associazione significativa tra l'esposizione ai PM2,5 e i rischi per la salute, e inoltre sono state identificate otto fonti responsabili della presenza dei PM2,5 in atmosfera. Tra di esse un ruolo chiave è giocato dal traffico, mentre in secondo piano vi sono le attività dei settori edile, navale e industriale. Di fatto, lo studio dimostra che i rischi per la salute aumentano del 2-4 % quando il particolato atmosferico raggiunge valori significativi, mentre la percentuale di rischio si innalza fino al 6% quando si analizza il particolato atmosferico dovuto al traffico. È però essenziale ribadire che simili risultati necessitano di ulteriori verifiche, un aspetto messo in evidenza sia dal CREAL che dall'Idaea-CSIC. I due enti considerano infatti opportuno ampliare la base dei dati, un'esigenza che verrà probabilmente soddisfatta grazie al progetto di ricerca MedPARTICPLES con cui l'Unione Europea intende replicare lo studio condotto a Barcellona in altri paesi mediterranei (Francia, Italia, Grecia e Spagna).

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Nell'immagine di copertina: i resti rinvenuti in Marocco. Crediti: Hublin JJ, Lefèvre D, Perini S et al. Early hominins from Morocco basal to the Homo sapiens lineage. Nature (2026). https://doi.org/10.1038/s41586-025-09914-y. Licenza: CC BY 4.0

Alcuni nuovi fossili di ominini scoperti di recente in Marocco aggiungono un nuovo tassello alla ricostruzione delle origini della nostra specie. Un team internazionale ha infatti analizzato resti datati 773mila anni fa provenienti dalla Grotte à Hominidés, nei pressi di Casablanca, scoprendo che presentano un mosaico di caratteristiche primitive e derivate che potrebbero porli alla base della linea evolutiva di sapiens, Neanderthal e Denisova.