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L’ESA in soccorso del Vaticano

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Quando, nel 1970, gli scienziati di ESA (European Space Agency) e NASA (National Aeronautics and Space Administration) svilupparono il formato FITS (Flexible Image Transport System) probabilmente non immaginavano che un giorno sarebbe servito a digitalizzare gli antichi e preziosi testi conservati presso la Biblioteca Vaticana. Il formato per il sistema di trasporto flessibile delle immagini, infatti, utilizzato sinora per archiviare le informazioni di tutte le missioni astronomiche dell’Agenzia, è oggi impiegato anche per preservare una parte dei volumi della Biblioteca.

“Toccare un manoscritto è ogni volta un’azione pericolosa”, la dichiarazione di Luciano Ammenti, direttore del Centro di Informatica del Vaticano, a capo del progetto. Alcuni testi risalgono infatti a 1800 anni fa e la loro estrema delicatezza costringe ad optare per soluzioni di archiviazione non invasive ma comunque efficaci. Il formato FITS si adatta inoltre ai volumi conservati sotto vetro e calcola e corregge automaticamente le differenti angolazioni, restituendo una scansione nitida e regolare. Una tecnica quindi versatile, usata fin dai tempi dei pionieristici osservatori spaziali Herschel, Integral, XXM-Newton e SOHO fino al più recente telescopio spaziale Hubble. 

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Ominini arcaici, alla ricerca dell'antenato comune

i resti di ominini ritrovati in Marocco

Nuovi fossili scoperti in Marocco e datati a circa 773mila anni fa potrebbero avvicinarci all’identità dell’ultimo antenato comune di Homo sapiens, Neanderthal e Denisova, rimasto finora sconosciuto. I resti, rinvenuti nei pressi di Casablanca e analizzati da un team internazionale di ricercatrici e ricercatori, mostrano una combinazione di caratteristiche arcaiche e moderne che apre nuovi scenari sulle origini della nostra specie.

Nell'immagine di copertina: i resti rinvenuti in Marocco. Crediti: Hublin JJ, Lefèvre D, Perini S et al. Early hominins from Morocco basal to the Homo sapiens lineage. Nature (2026). https://doi.org/10.1038/s41586-025-09914-y. Licenza: CC BY 4.0

Alcuni nuovi fossili di ominini scoperti di recente in Marocco aggiungono un nuovo tassello alla ricostruzione delle origini della nostra specie. Un team internazionale ha infatti analizzato resti datati 773mila anni fa provenienti dalla Grotte à Hominidés, nei pressi di Casablanca, scoprendo che presentano un mosaico di caratteristiche primitive e derivate che potrebbero porli alla base della linea evolutiva di sapiens, Neanderthal e Denisova.