Le autorità cinesi hanno confermato che l’autista di autobus trentanovenne deceduto nei giorni scorsi a Shenzen era stato colpito dal virus influenzale H5N1. E’ la prima vittima documentata dell’aviaria dal giugno 2010. L’uomo, ricoverato il giorno di Natale, non risulta aver avuto contatto con uccelli o pollame nel mese precedente l’esordio della febbre, né pare abbia mai lasciato la città, una ricca metropoli di 10 milioni di abitanti al confine con Hong Kong, da cui è separata solo da uno stretto corso d’acqua. Qui le settimane scorse era scattato l’allarme dopo che due uccelli erano risultati positivi al virus: 19.000 volatili che potevano aver contratto l’infezione sono stati soppressi e il commercio di pollame vivo è stato temporaneamente bandito. Il caso dell’autista di Shenzen sembra però isolato. Delle 120 persone che avevano avvicinato l’uomo per fortuna nessuno sembra ancora aver manifestato alcun sintomo. La notizia tuttavia ricorda quanto sia importante tenere alta la soglia di attenzione e alimentare la ricerca nei confronti di questa potenziale minaccia che incombe sull’umanità in natura, anche senza l’intervento di eventuali terroristi evocato nelle ultime settimane.
H5N1 colpisce ancora
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Cambiamento climatico, degrado ambientale e aumento delle disuguaglianze sono minacce per la salute pubblica in Europa. In parallelo, il deterioramento del contesto geopolitico e l’aumento della spesa militare rischiano di sottrarre risorse alla prevenzione sanitaria, alla mitigazione climatica e al rafforzamento dei sistemi sanitari. I dati epidemiologici indicano che i rischi ambientali sono responsabili in Europa di più di 200.000 morti premature ogni anno, mentre i rischi climatici aumentano in frequenza e intensità. Allo stesso tempo, i conflitti armati e la crescente militarizzazione delle politiche di sicurezza sollevano interrogativi sulle priorità di investimento pubblico. Come possiamo integrare la salute umana nelle strategie di sicurezza europea? Una proposta è adottare un paradigma di sicurezza fondato su salute umana, stabilità degli ecosistemi e cooperazione internazionale. Integrare la salute nelle politiche energetiche, industriali e di sicurezza, insieme alla promozione della sostenibilità dei sistemi sanitari, può contribuire a costruire un modello di governance europea più resiliente ed equo. In questo contesto, la professione medica è chiamata a svolgere un ruolo etico e civico nel promuovere politiche orientate alla tutela e al diritto alla salute e alla garanzia della cura.
Immagine di copertina generata con ChatGPT
Negli ultimi decenni, il concetto di sicurezza ha subito una profonda trasformazione. Tradizionalmente associata alla difesa militare degli Stati e alla protezione dei confini nazionali, oggi la sicurezza include dimensioni economiche, energetiche, ambientali e sanitarie.