fbpx Politica, università e imprese | Page 20 | Scienza in rete

Politica, università e imprese

Read time: 2 mins

Interlocutori diversi insieme con un obiettivo comune. E' successo venerdì 16 dicembre ad Ancona presso la sede della Regione Marche. Parole d'ordine della giornata sono state valorizzazione dei talenti, potenziamento dell'innovazione tecnologica e formazione. Sono gli ambiziosi traguardi che si pone il Protocollo d'Intesa per la realizzazione del Programma Marche 2020 Sanità sottoscritto venerdì da Regione Marche, Università Politecnica delle Marche, Fondazione Marche e Italian Scientists and Scholars in North America Foundation.

All'incontro erano presenti per la Regione il presidente Gian Mario Spacca e il direttore del Dipartimento Salute Carmine Ruta; per l'ISSNAF il presidente Vito Campese; per la Fondazione Marche il presidente Francesco Merloni e il vicepresidente operativo Mario Pesaresi; per l'Università il Rettore Marco Pacetti.

In base all'accordo i quattro firmatari daranno il via a una serie di attività di natura strategica prevalentemente nell'ambito del settore biomedico e dell'innovazione tecnologica. In particolare, l'attenzione sarà posta sulla formazione scientifica, alta formazione tecnica il networking e la comunicazione.

Verranno assegnati post-doc fellowship e borse di studio per esperienze tecniche di alto livello per la formazione di figure professionali altamente specializzate.

La Regione Marche promuoverà nei centri di ricerca e nelle imprese nordamericani un portafoglio di progetti scientifici e imprenditoriali del territorio marchigiano per facilitare la nascita di collaborazioni tra i due mondi.

Inoltre, la regione Marche con cadenza annuale ospiterà una Conferenza per il confronto internazionale sul tema delle frontiere della ricerca sanitaria e sui nuovi modelli organizzativi e gestionali in Sanità al fine di promuovere l’analisi di best practices realizzate in altre realtà e favorirne lo sviluppo sul territorio marchigiano.

Il presidente della fondazione non profit statunitense ISSNAF, Prof. Campese, ha così commentato "Apprezzo lo sforzo della Regione per aiutare i suoi giovani. E' la prima volta che in Italia vedo una cosa del genere: politica, università e imprese insieme per migliorare la propria realtà". Campese ha voluto sottolineare la sensibilità delle imprese marchigiane: "Finalmente  troviamo imprenditori che capiscono l'importanza della ricerca e del progresso scientifico".

Autori: 
Sezioni: 
Iniziative

prossimo articolo

Farmaci e ambiente: quanto inquina la medicina moderna?

pastiglie varie

Negli ultimi decenni il consumo globale di farmaci è cresciuto rapidamente, trainato dall’invecchiamento della popolazione, dall’aumento delle malattie croniche e dallo sviluppo di terapie sempre più sofisticate. Ma dietro queste evidenze si nasconde anche un lato meno visibile della medicina del nostro tempo: residui di principi attivi sono ormai rilevabili in fiumi, laghi e acque costiere di tutto il mondo, con effetti reali e potenziali sugli ecosistemi. Ne abbiamo parlato con Giovanna Paolone, coordinatrice del Gruppo di lavoro sull’impatto ambientale dei farmaci della Società Italiana di Farmacologia (SIF), Raffaella Sorrentino, membro del gruppo di lavoro, ed Emanuela Testai, ex dirigente di ricerca dell’Istituto Superiore di Sanità e membro del Consiglio Direttivo della Società Italiana di Tossicologia (SITOX).

Sono il pilastro della medicina moderna, molecole in grado di debellare malattie un tempo incurabili. Stiamo parlando dei farmaci, eredi dei rimedi naturali utilizzati fin dall’Antico Egitto e oggi prodotti su larga scala grazie all’industrializzazione, che ha reso possibile trattare un numero crescente di pazienti e sviluppare nuove molecole in laboratorio. Ma dopo aver svolto la loro funzione, queste sostanze non scompaiono: vengono eliminate dall’organismo e possono continuare a circolare nell’ambiente, con effetti che vanno ben oltre quelli terapeutici.