fbpx I neutrini diventano arte al Cern | Scienza in rete

I neutrini diventano arte al Cern

Primary tabs

Read time: 2 mins

Arte non solo scienza al Cern di Ginevra. Il laboratorio europeo per la fisica, protagonista degli esperimenti sul più grande acceleratore di particelle, promuove il progetto "Great Arts for Great Science" nel cui ambito diversi artisti saranno invitati al laboratorio del Cern vicino a Ginevra, dove verranno affidati a scienziati-tutor. Il programma artist-in-residence, intitolato Collide@CERN, ha una durata di tre anni. La prima parte, Prix Ars Electronica Collide@CERN, dedicata alle arti digitali, è stata inaugurata ad agosto ad Ars Electronica, l'annuale festival austriaco di arte digitale di Linz. L'artista prescelto passerà i primi due mesi al Cern e l'ultimo ad Ars Electronica Futurelab, lo spazio-studio del festival. L'opera che ne deriverà sarà presentata sia al Cern sia al festival di Linz. La seconda fase del programma di residenza, dedicata alla performance e alla danza, è ancora aperta.

"Penso che il Cern oggi sia uno dei luoghi culturalmente piu' significativi al mondo", dichiara Ariane Koek, direttore del programma artistico del laboratorio svizzero. "Sta abbatendo tutti i confini tra quello che sappiamo del mondo e come lo percepiamo. Secondo me ha il potenziale per essere anche uno dei luoghi di maggiore ispirazione per gli artisti".

Il programma è sostenuto da donatori privati dal momento che il finanziamento al Cern da parte dei 20 stati membri dell'Unione Europea è destinato esclusivamente alla scienza e alla tecnologia. L'artista inglese Antony Gormley, uno dei mecenati del progetto, afferma che la sfida per l'artista è di creare un equivalente visivo del mondo non visivo studiato dai ricercatori del Cern. In altre parole rendere visibile l'invisibile.

Autori: 
Sezioni: 
Indice: 
Arte e scienza

prossimo articolo

Davvero il mondo resterà senza inverno?

paesaggio con poco ghiaccio

Ne "Il mondo senza inverno" di Bruno Arpaia (Guanda, 2026) tecnologia e controllo sociale si intrecciano a un clima ormai fuori controllo. Il futuro segnato dalla crisi climatica, siccità, migrazioni e disuguaglianze sociali trasformano radicalmente la vita quotidiana. Nonostante il tono cupo, il libro lascia anche spazio alla speranza e alla volontà di reagire. Un ottimo esempio di comunicazione della scienza che funziona (o almeno speriamo).

Foto di Patrik Houštecký da Pixabay

Leggere Il mondo senza inverno di Bruno Arpaia (Guanda editore, 240 pagine, 18€) è come leggere i rapporti del World Economic Forum, ma capendoli. I rapporti dell’IPCC, dei maggiori istituti di ricerca mondiali e qualsiasi altro documento scientifico, infatti, sono solo un elenco noioso di numeri e dati. Imprescindibili per capire il mondo, e sono forse quelli più importanti che potremmo mai avere a disposizione.