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Il superbatterio avanza in Italia

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Non occorre andare in Asia per prendere un’infezione da un enterobatterio armato del gene New Dehli-1, il famigerato NDM-1 che rende il germe resistente alla maggior parte degli antibiotici (penicilline,cefalosporine, carbapenemi e aztreonam), facendo sì che queste infezioni siano difficilissime da trattare. 

Tra luglio e agosto di quest’anno i microbiologi clinici dell’Ospedale S.Orsola-Malpighi di Bologna hanno infatti identificato ceppi multiresistenti di questo tipo in 6 pazienti, uno solo dei quali reduce da un viaggio in India. Ciò significa che negli altri casi la trasmissione è stata intraospedaliera. E' la prima volta in Italia; gli altri due episodi, in Toscana, si riferivano a persone di ritorno dall'Asia.

Dopo la pubblicazione dei dati sul sito di Eurosurveillance l’ AMCLI, l’Associazione dei Microbiologi Clinici Italiani, richiama l’attenzione sull’inizio della diffusione dei superbatteri in Italia e chiede misure stringenti per contenere queste infezioni, su cui anche recentemente l’ECDC ha lanciato l’allarme.

Eurosurveillance, 24 novembre 2011

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Infezioni

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Morbillo, un ritorno annunciato: perché l’eradicazione si allontana

virus del morbillo al microscopio elettronico

Dopo anni di progressi, il morbillo torna a circolare in vaste aree del mondo e diversi Paesi hanno perso lo stato di eliminazione certificato dall’OMS. È un segnale d’allarme che va oltre la singola malattia e porta a interrogarsi su programmi vaccinali, politiche sanitarie e cooperazione internazionale. E ci mostra che l’eradicazione non è solo una sfida biologica, ma soprattutto organizzativa, politica e culturale.

In copertina: virus del morbillo al microscopio elettronico. Crediti: CDC/Wikimedia Commons. Licenza: pubblico dominio

Lo scorso 23 gennaio l’Organizzazione mondiale della sanità ha annunciato che sei Paesi della regione europea hanno perso il loro stato “eliminazione del morbillo”: Armenia, Austria, Azerbaijan, Spagna, Regno Unito, e Uzbekistan. Il Canada lo aveva perso già lo scorso anno. La situazione negli USA sarà valutata dall’OMS il prossimo aprile, ma tutti i segnali puntano alla perdita dello status anche per loro.