fbpx Vecchie e preziose | Scienza in rete

Vecchie e preziose

Read time: 2 mins

Ci sono vecchie stelle dell'alone della nostra galassia che mostrano una anomala abbondanza di elementi pesanti quali oro, platino e uranio. Un recente studio riesce probabilmente a svelare il loro segreto.

Gli astronomi del Niels Bohr Institute, sfruttando la potenza dei giganteschi telescopi cileni dell'ESO, hanno studiato per alcuni anni una ventina di queste strane stelle. La loro ricchezza di elementi pesanti non è facilmente spiegabile: essendo astri molto antichi, avrebbero dovuto possedere una composizione molto più “leggera”. Gli elementi pesanti, infatti, vengono sintetizzati solamente nel corso delle esplosioni di supernova e dunque ci si sarebbe aspettata una simile abbondanza solamente in stelle nate di recente da nubi di gas che precedenti generazioni stellari avevano opportunamente appesantito.

La stranezza può essere spiegata in due modi. Un primo modello prevede che queste stelle fossero parte di un sistema stellare e la loro compagna, esplosa come supernova, possa averle letteralmente ricoperte di elementi pesanti. Una seconda possibilità è che queste stelle possano essere nate già con questa composizione: tutta colpa dei materiali scagliati da una supernova nello spazio circostante non in modo uniforme, ma con direzioni privilegiate. Questi getti ricchi di elementi pesanti avrebbero arricchito le nubi stellari dalle quali poi sarebbero nate le nostre stelle anomale.

Nel loro studio, appena pubblicato su Astrophysical Journal Letters,Terese Hansen (University of Copenhagen) e collaboratori sarebbero più orientati verso questa seconda possibilità. Quelle strane stelle, insomma, testimonierebbero la natura tutt'altro che omogenea del primitivo alone del nostro sistema galattico.

University of Copenhagen

Autori: 
Sezioni: 
Astrofisica

prossimo articolo

Fascisti e antisemiti

celle di detenzione

Mettere in discussione il valore educativo delle visite ad Auschwitz significa ignorare la loro forza morale e civile. Ma la memoria non può fermarsi ai Lager: senza uno studio rigoroso del ruolo svolto dal fascismo italiano nella persecuzione degli ebrei e nella repressione antipartigiana, il rischio è quello di perpetuare un racconto autoassolutorio. Per il Giorno della Memoria, Simonetta Pagliani ricostruisce responsabilità, strutture e complicità italiane, ricordandoci perché conoscere quei fatti sia indispensabile per una memoria storica onesta e consapevole.

In copertina: celle della Risiera di San Sabba. Crediti: Andreas Manessinger/Wikimedia Commons. Licenza: CC BY-SA 2.0

Recentemente un'esponente governativa ha messo in dubbio il valore delle visite scolastiche ad Auschwitz, ritenute strumentali ad addebitare l'antisemitismo al fascismo. Al contrario, chi scrive ritiene che per le scolaresche liceali la visione diretta dei campi di concentramento nazisti abbia una portata morale indiscutibile. Questo perché riesce a rendere reali le dimensioni dell'orrore, ma allo stesso tempo dovrebbe essere integrata dall'analisi storica del ruolo avuto in quelle vicende dall'Italia fascista.