fbpx Vecchie e preziose | Scienza in rete

Vecchie e preziose

Primary tabs

Read time: 2 mins

Ci sono vecchie stelle dell'alone della nostra galassia che mostrano una anomala abbondanza di elementi pesanti quali oro, platino e uranio. Un recente studio riesce probabilmente a svelare il loro segreto.

Gli astronomi del Niels Bohr Institute, sfruttando la potenza dei giganteschi telescopi cileni dell'ESO, hanno studiato per alcuni anni una ventina di queste strane stelle. La loro ricchezza di elementi pesanti non è facilmente spiegabile: essendo astri molto antichi, avrebbero dovuto possedere una composizione molto più “leggera”. Gli elementi pesanti, infatti, vengono sintetizzati solamente nel corso delle esplosioni di supernova e dunque ci si sarebbe aspettata una simile abbondanza solamente in stelle nate di recente da nubi di gas che precedenti generazioni stellari avevano opportunamente appesantito.

La stranezza può essere spiegata in due modi. Un primo modello prevede che queste stelle fossero parte di un sistema stellare e la loro compagna, esplosa come supernova, possa averle letteralmente ricoperte di elementi pesanti. Una seconda possibilità è che queste stelle possano essere nate già con questa composizione: tutta colpa dei materiali scagliati da una supernova nello spazio circostante non in modo uniforme, ma con direzioni privilegiate. Questi getti ricchi di elementi pesanti avrebbero arricchito le nubi stellari dalle quali poi sarebbero nate le nostre stelle anomale.

Nel loro studio, appena pubblicato su Astrophysical Journal Letters,Terese Hansen (University of Copenhagen) e collaboratori sarebbero più orientati verso questa seconda possibilità. Quelle strane stelle, insomma, testimonierebbero la natura tutt'altro che omogenea del primitivo alone del nostro sistema galattico.

University of Copenhagen

Autori: 
Sezioni: 
Astrofisica

prossimo articolo

Una mappa per navigare nel dibattito sulla crisi del SSN

Disegno di ingranaggi su sfondo di ospedale

Ragionare sulle criticità del nostro sistema di salute ignorandone la complessità e mettendo l’accento solo su un singolo fattore non è di nessun aiuto. Serve uno schema metodologico che metta in relazione almeno tre dimensioni: la “struttura”, il “processo” e gli “esiti”. E, poi, serve la volontà politica.

La crisi del nostro Servizio sanitario nazionale si accompagna a un intenso e incessante dibattito che si traduce ogni tanto in qualche autorevole appello, quali per esempio quelli degli “scienziati”, delle “associazioni” e degli “