fbpx La scienza in casa | Page 18 | Scienza in rete

La scienza in casa

Read time: 1 min

A partire da ottobre ogni giovedì sarà possibile seguire online le lezioni pratiche di scienza per  genitori e bambini (dai sei ai dodici anni). Dopo il successo ottenuto a maggio con il programma "Bring Science at Home", la rivista americana Scientific American decide di continuare e lanciare nuove lezioni con scadenza settimanale.

L'obiettivo è quello di incoraggiare i genitori a portare la scienza a casa attraverso attività che richiedono poco tempo (non più di un'ora) e l'utilizzo di materiale facilmente reperibile, preferibilmente già presente in casa.

"Voglio che le famiglie si divertano esplorando il mondo della scienza e dando spazio alle proprie curiosità", afferma la capo redattrice Mariette DiChristina.

Le attività proposte possono essere correlate da video, tutte prevedono introduzione, informazioni necessarie per la comprensione, lista materiale necessario, preparazione e svolgimento dell’esperimento. Nella sezione osservazione ai risultati si è stimolati con domande e vengono indicati utili collegamenti.

La consulenza scientifica al progetto "Bring Science at Home" è data dalla "National Science Teachers Associacion" e dalla "New York Academy of Sciences".

Scientific American Continues to Encourage Families to Bring Science Home

Autori: 
Indice: 
Iniziative

prossimo articolo

Anche i terremoti piccoli sono importanti

strada con grossa crepa dovuta a terremoto in california

In alcune sequenze sismiche si osserva una correlazione tra le magnitudo di scosse successive, facendo sperare di poter migliorare i modelli per la previsione probabilistica dei terremoti. Tuttavia, secondo un gruppo di ricercatori dell’Università di Napoli Federico II, quando i dati indicano la presenza di una correlazione è solo perché le scosse più piccole sfuggono alle registrazioni.

Nell’immagine una strada di Fort Irwin, California, il 5 luglio 2019, dopo che tre scosse di magnitudo tra 6,4, 5,4 e 7,1 partirono dalla città di Ridgecrest, cento chilometri più a nord. Credit: Janell Ford/DVIDS.

I sismologi si chiedono da sempre se un terremoto grande preannunci l’arrivo di un terremoto ugualmente grande o più grande. Si interrogano cioè sull’esistenza di una correlazione tra la magnitudo delle scosse registrate durante una sequenza sismica. Secondo un gruppo di sismologi dell’Università di Napoli Federico II, se questa correlazione c’è è dovuta solo al fatto che non sappiamo rilevare tutti i terremoti piccoli durante le sequenze. Tenendo conto dei terremoti mancanti, la correlazione scompare, e con lei la possibilità di trovare eventi precursori di grandi terremoti.