E non da qualche mese, ma addirittura dal lontano 1932. Fu infatti in quell’anno che un geniale fisico italiano, Ettore Majorana, elaborò una elegante teoria sulle particelle elementari nella quale ipotizzava che, in particolari condizioni, queste potessero assumere una massa ‘immaginaria’. Una insolita proprietà in grado però di liberare le particelle dai limiti imposti dalle equazioni della Relatività e permettergli di viaggiare più veloci della luce. A riprendere questa idea e a ribadirne la sua estrema attualità e validità è un articolo scritto da Fabrizio Tamburini e Marco Laveder, ricercatori dell’Università di Padova, recentemente pubblicato sul sito arxiv.org. “Rileggendo gli appunti di quasi ottanta anni fa scritti da Majorana mi sono convinto che quella sua teoria dava delle predizioni che erano in ottimo accordo con i risultati dell’esperimento OPERA” commenta Tamburini. “E l’interpretazione che noi diamo al lavoro del fisico italiano è a nostro avviso del tutto ragionevole”. I neutrini potrebbero infatti diventare ‘tachionici’, cioè viaggiare oltre la velocità della luce se costretti ad attraversare un materiale molto denso. E questo è proprio il caso di quello che è avvenuto nell’esperimento italo-svizzero, dove i neutrini lanciati da Ginevra hanno percorso tutti gli oltre 730 Km nel sottosuolo. Certo, anche questa teoria andrà verificata e confermata dalla pratica. Ma sarebbe davvero rilevante se, sulla questione dei neutrini superluminali, a mettere oggi d’accordo tutti fossero i calcoli fatti 80 anni fa da un giovane e promettente scienziato italiano scomparso nel nulla.
Aveva ragione Majorana
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Un voto per la Costituzione: NO a questa riforma

L’ultimo contributo di riflessione sulle ragioni del NO, in cui Scienza in rete si riconosce, riguarda il percorso che ha portato al disegno di legge di modifica costituzionale su cui siamo chiamati a votare. Un percorso che ha evitato accuratamente confronto e discussione, ovvero l’opposto di quanto dovrebbe essere per qualsiasi intervento di modifica della Costituzione, la prima legge del Paese.
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Siamo ormai alla vigilia del voto per il referendum. Occorre sottolineare una volta di più che prima di tutto, prima che sulla giustizia, prima che sulla separazione delle carriere dei magistrati, prima che sugli organi deputati a controllarne l’operato, si vota sulla Costituzione: è infatti per mezzo del cambiamento di sette articoli costituzionali che si potrà esprime il voto sulla specifica materia della consultazione popolare.