fbpx Il declino secondo l'OCSE | Page 6 | Scienza in rete

Il declino secondo l'OCSE

Read time: 2 mins

I dati pubblicati dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici (OCSE)  nell’ultimo report sull'Innovazione e la tecnologia (20 settembre 2011) mostrano che le economie mondiali stanno lentamente emergendo dalla crisi economica, con però un livello del debito pubblico e di disoccupazione ancora elevati. Si assiste a un declino della produzione industriale nei pasi OCSE mentre un ruolo chiave nell’economia del futuro è rappresentato dai paesi non OCSE, tra cui in particolare Cina, non solo a livello di produzione industriale ma anche in qualità e quantità dei finanziamenti nei settori di innovazione e ricerca (aumento del numero di brevetti, aumento del numero di ricercatori e di spesa investita in ricerca).

Si osserva poi che alcune università asiatiche si stanno affermando come centri di conoscenza e come istituti di ricerca altamente qualificati, a discapito dei centri di ricerca dei Paesi OCSE che soffrono di scarsa lungimiranza. Infine nel report si sottolinea che ricerca e innovazione tecnologica e scientifica sono fattori fondamentali per la crescita economica e il progresso sociale, se integrati in un tessuto economico produttivo dinamico e innovativo. In questo contesto diventa importante favorire nuovi modelli di sviluppo basati sull’innovazione, sulla ricerca e sulla promozione e integrazione della conoscenza, in una società nuova in grado di sfruttare pienamente il capitale umano e nuove strutture organizzative. 

Ogni anno OCSE pubblica il report scienza tecnologia e industria in cui analizza i principali andamenti relativi alla conoscenza e all’innovazione nell’economia mondiale. L’analisi viene svolta utilizzando 180 indicatori tradizionali e innovativi che illustrano ed esaminano il rendimento dei Paesi OCSE e non OCSE (in particolare Repubblica Popolare Cinese, Russia, Brasile e India) con attenzione ai settori di ricerca e sviluppo e innovazione. L'OCSE comprende 34 paesi tra cui Stati Uniti, Canada, Unione Europea e i suoi stati, Corea e Giappone e ha lo scopo di promuovere le politiche volte a migliorare le economie e il benessere dei cittadini negli stati membri. Questi obiettivi vengono raggiunti attraverso un’analisi costante della situazione economica e sociale nei paesi OCSE e non OCSE, una valutazione dello stato attuale, la previsione di scenari futuri e la realizzazione di politiche di sviluppo e collaborazione.

Vai al documento dell'OCSE
Autori: 
Sezioni: 
Rapporti

prossimo articolo

Clima, ambiente e conflitti: implicazioni etiche per la medicina e la garanzia della cura

Disegno ad acquarello del mondo con accanto uno stetoscopio

Cambiamento climatico, degrado ambientale e aumento delle disuguaglianze sono minacce per la salute pubblica in Europa. In parallelo, il deterioramento del contesto geopolitico e l’aumento della spesa militare rischiano di sottrarre risorse alla prevenzione sanitaria, alla mitigazione climatica e al rafforzamento dei sistemi sanitari. I dati epidemiologici indicano che i rischi ambientali sono responsabili in Europa di più di 200.000 morti premature ogni anno, mentre i rischi climatici aumentano in frequenza e intensità. Allo stesso tempo, i conflitti armati e la crescente militarizzazione delle politiche di sicurezza sollevano interrogativi sulle priorità di investimento pubblico. Come possiamo integrare la salute umana nelle strategie di sicurezza europea? Una proposta è adottare un paradigma di sicurezza fondato su salute umana, stabilità degli ecosistemi e cooperazione internazionale. Integrare la salute nelle politiche energetiche, industriali e di sicurezza, insieme alla promozione della sostenibilità dei sistemi sanitari, può contribuire a costruire un modello di governance europea più resiliente ed equo. In questo contesto, la professione medica è chiamata a svolgere un ruolo etico e civico nel promuovere politiche orientate alla tutela e al diritto alla salute e alla garanzia della cura.

Immagine di copertina generata con ChatGPT
 

Negli ultimi decenni, il concetto di sicurezza ha subito una profonda trasformazione. Tradizionalmente associata alla difesa militare degli Stati e alla protezione dei confini nazionali, oggi la sicurezza include dimensioni economiche, energetiche, ambientali e sanitarie.