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Sesso per essere ammessi

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E' normalissimo ricorrere a una raccomandazione per cercare di passare il test di ammissione all'università: l'86% degli intervistati dal sondaggio di Universinet lo giudica accettabile. Di questi, il 35% ritiene che la raccomandazione più "robusta" sia una relazione sessuale, il 15 un parente professore, il 13% un genitore professionista (per es. medico o ingegnere), il 13%  un "alto prelato". Il sesso viene scelto dal 57% delle ragazze e dal 39% dei ragazzi.

I dati sono stati diffusi nei giorni scorsi da Universinet che ha condotto l'inchiesta attraverso i suoi iscritti tramite la somministrazione di 123.345 questionari.

Rispetto al sondaggio dell'anno scorso le prestazioni sessuali fanno un salto in avanti mentre perde terreno il "parente professore", surclassato da metodi giudicati più spicci e sicuri.

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Early warning sismico: un test a posteriori sull’ultimo grande terremoto in Turchia e Siria

edifici crollati nella provincia turca di Hatay

I sistemi di allerta sismica precoce puntano ad avvertire con secondi o decine di secondi di anticipo che è in arrivo un terremoto pericoloso. Si basano sul fatto che quando la crosta terrestre si frattura, si generano due tipi di onde. Le prime, longitudinali, solitamente non causano danni e viaggiano più velocemente delle seconde, trasversali che invece possono causare danni anche significativi agli edifici e quindi alle persone. I sistemi di allerta precoce processano il segnale delle prime onde e prevedono se e dove, nell’area circostante l’epicentro, è probabile che le seconde siano distruttive. Un gruppo di sismologi dell’Università di Napoli Federico II ha messo alla prova un approccio innovativo all’allerta precoce sfruttando i dati relativi alla prima delle due scosse che hanno colpito la regione tra Turchia e Siria a febbraio del 2023. Quella sequenza sismica ha causato quasi sessantamila morti, lasciando un milione e mezzo di persone senza casa. Nell’immagine: edifici crollati nella provincia turca di Hatay il 7 febbraio 2023. Credit: Hilmi Hacaloğlu/Voice of America.

Un gruppo di sismologi dell’Università di Napoli Federico II ha messo a punto un sistema per l’allerta sismica precoce e lo ha testato retrospettivamente sulla prima delle due scosse che hanno colpito la regione al confine tra Turchia e Siria il 6 febbraio del 2023. Considerando una soglia di intensità sismica (l’effetto del terremoto su persone e cose) moderata, il sistema si è dimostrato in grado di prevedere la zona da allertare con un anticipo che varia da 10 a 60 secondi allontanandosi dall’epicentro da 20 a 300 chilometri, con una percentuale molto contenuta di falsi allarmi.