Terremoti e Onde. Metodi e pratica della sismologia moderna è un eccellente e moderno testo di sismologia. Dieci capitoli che dagli elementi basilari della sismologia classica (misure e osservazioni, l'equazione d'onda, le onde sismiche, la loro propagazione) arrivano alle frontiere attuali della indagine sulla sorgente sismica (analizzata dal punto di vista cinematico e dinamico), passando attraverso l'attenuazione delle onde e la struttura della Terra. L'ultimo capitolo tratta poi della pericolosità sismica in maniera sintetica ma esaustiva. Al rigoroso approccio teorico di tutti gli argomenti trattati si affianca sempre l'aspetto sperimentale; questo rende più facile la comprensione anche degli argomenti che potrebbero sembrare più ostici. Il testo è arricchito da dieci chiare appendici che sviluppano gli strumenti fisico-matematici necessari per il corretto approccio ai temi proposti. Ogni capitolo è corredato da figure esplicative, e presenta diversi inserti, in cui vengono sviluppati i formalismi matematici, oppure approfonditi gli argomenti trattati. Lo scorrere della lettura e lo studio risultano quindi agevolati. Ricca la bibliografia ed estremamente utile l'elenco dei testi e dei siti internet consigliati per chi voglia ampliare le proprie conoscenze. Un'opera, che non solo colma una lacuna nell'editoria specialistica in lingua italiana, ma ottima in senso assoluto. Un valido strumento per gli studenti di livello universitario, un sicuro riferimento per i docenti e per i ricercatori della disciplina.
Terremoti e onde
Primary tabs
prossimo articolo
Terra dei Fuochi: quale scienza serve dopo la sentenza?

La sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo sulla Terra dei Fuochi ha riconosciuto che le conoscenze accumulate nel tempo erano già sufficienti a imporre misure di protezione della popolazione. A più di un anno e mezzo dalla condanna dell’Italia, la questione non è quindi soltanto produrre nuove prove sui danni ambientali e sanitari, ma capire quale ricerca serva oggi: una sorveglianza continua e più fine sul territorio, capace di integrare ambiente e salute, individuare le popolazioni più esposte e verificare se gli interventi di prevenzione e risanamento stiano davvero riducendo i rischi.
Nell'immagine di copertina: incendio ad Afragola, 2012. Crediti: Gianluca Rizzi/Flickr. Licenza: CC BY-NC-SA 2.0
Il 30 gennaio 2025 la Corte europea dei diritti dell’uomo ha condannato l’Italia per non avere protetto adeguatamente la popolazione della Terra dei Fuochi da un rischio ambientale e sanitario conosciuto da molti anni. È trascorso più di un anno e mezzo: poco rispetto alla lunga storia di questo territorio, ma più che sufficiente per chiedersi che cosa la sentenza possa cambiare anche nel modo di produrre e utilizzare le conoscenze su ambiente e salute.