fbpx I molluschi e l'acidità dei mari | Page 15 | Scienza in rete

I molluschi e l'acidità dei mari

Read time: 2 mins

Pubblicata una ricerca in cui si mostra che coralli e molluschi sono in grado di resistere all'innalzamento di acidità degli oceani, ma se a questa si affianca anche l'aumento della temperatura i problemi diventano molto più gravi.

Lo studio è frutto del lavoro di un team di ricercatori europei (tra i quali Francesco Paolo Patti della Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli) coordinati da Riccardo Rodolfo-Metalpa (IAEA - Marine Environment Laboratories del Principato di Monaco) che alle analisi di laboratorio hanno affiancato ricerche nelle acque del Tirreno al largo dell'isola di Ischia. L'obiettivo era quello di verificare se, come sostenuto finora, la progressiva acidificazione delle acque dovuta all'aumento di CO2 atmosferico mettesse a repentaglio la sopravvivenza stessa dei coralli e dei molluschi.

Dalle ricerche, pubblicate su Nature Climate Change, è invece emerso che l'acidificazione non riduce la capacità dei molluschi e dei coralli a calcificare. Anzi, sembra che esponendo questi organismi marini agli alti livelli di CO2 previsti per i prossimi tre secoli si assista a una crescita più rapida rispetto agli standard normali. Secondo i ricercatori sarebbero i tessuti e gli strati esterni di questi organismi a giocare un prezioso ruolo protettivo dagli effetti corrosivi dell'acidificazione.

Questa protezione, però, risulta gravemente compromessa se all'acidificazione si aggiunge l'innalzamento della temperatura dell'acqua. Visto che, stando alle stime più diffuse, nell'arco di questo secolo la temperatura degli oceani aumenterà di 1-4 °C, potremmo dunque assistere a un aumento della mortalità di molti organismi marini e al rischio concreto di estinzione per alcune specie.

Nature Climate Change

Autori: 
Sezioni: 
Oceanografia

prossimo articolo

Craig Venter, l'uomo che mise fretta alla conoscenza del genoma umano

ritratto di craig venter con dna sullo sfondo

Ateo, materialista e liberale. Protagonista di una delle competizioni scientifiche più significative di inizio del secolo, si compiaceva della propria immodestia, ma sapeva vedere i problemi prima che diventassero evidenti. Craig Venter è scomparso il 29 aprile.

Crediti immagine: PLoS/Wikimedia Commons. Licenza: CC BY 2.5

In un classico della storia sociologica della scienza, Steven Shapin, il più autorevole studioso dei profili sociali degli scienziati in età moderna, identificava in Craig Venter, insieme a C.E. Kenneth Moses, fondatore dell'Eastman Kodak Research Laboratory, l'esempio più riconoscibile di scienziato che aveva portato i valori accademici nel mondo industriale della big science.