fbpx Popcorn contro zanzare | Scienza in rete

Popcorn contro zanzare

Read time: 2 mins

Rispolverato il batterio “popocorn”: nuova strategia per il controllo biologico della denghe.
Lo studio di un gruppo di ricercatori australiani su un piccolo batterio del moscerino della frutta, Wolbachia pipientis, identificato già nel 1967, fa sperare in una nuova strategia di lotta contro denghe, malaria e filariosi, malattie trasmesse dalla zanzara.  Il ceppo responsabile, detto popcorn, infetta l’insetto provocandone la morte prematura. Così viene ridotta la probabilità d’infezione nell’uomo. Infatti, anche se i patogeni trasmessi dalle zanzare sono differenti, la loro trasmissione è sempre influenzata dall’età dell’ospite. La ragione per questo è molto semplice: i patogeni devono replicarsi all’interno dell’insetto prima di raggiungere le ghiandole salivari, in modo da essere trasmessi all’uomo attraverso la puntura della zanzara.
Il batterio popcorn si sviluppa all’interno dell’insetto e viene ereditato dalle generazioni successive per via materna. E’ in grado di causare una serie di alterazione a livello dell’apparato riproduttivo che determinano una maggiore fitness nelle femmine infettate, assicurandosi così la trasmissione e diffusione.
Sono già state condotte prove in pieno campo in Australia dove sono state liberate le prime zanzare (A. aegypti) infettate dal batterio popcorn al fine di valutare l’efficacia della nuova strategia biologica nel controllo della denghe, malattia, insieme a malaria e a filariosi, aggressiva e presente in territori sempre più ampi. La speranza è quella di estendere l’impiego della nuova tecnica, caratterizzata da vantaggi sia economici sia ambientali, a tutte le aree del sud-est asiatico in cui è diffusa la denghe.

Iñaki Iturbe-Ormaetxe et al., EMBO reports 12, 508 - 518 (6 May 2011) | doi:10.1038/embor.2011.84

Autori: 
Sezioni: 
Free tag: 
Malattie

prossimo articolo

I gatti della signora Augusta: storie di cura e Slow Medicine

mano di medico e paziente che si stringono

In un contesto sanitario segnato da eccessi diagnostici, conflitti d’interesse e perdita di senso della relazione di cura, "I gatti della signora Augusta" offre una lettura critica e insieme concreta della Slow Medicine. E mostra come sobrietà, rispetto e tempo possano tornare a essere strumenti essenziali della pratica medica.

Anche se meno bellicosi degli attuali, i precedenti non sono stati anni di pace. E in quella semibolgia continua mi sono capitati e ho recensito libri d’ogni genere, quasi tutti buoni. Quello di oggi però l’ho tenuto sempre vicino al tavolo, semisommerso da altri libri, come un memento etico. Presto me ne sarei occupato, dicevo a me stesso. E così, con colpevole ritardo, eccomi.