fbpx Antineutrini e calore della Terra | Scienza in rete

Antineutrini e calore della Terra

Primary tabs

Read time: 2 mins

Gli antineutrini catturati dai rilevatori del progetto KamLAND indicano che il calore generato dalla Terra è solamente per metà riconducibile al decadimento degli isotopi radioattivi; la restante metà è imputabile soprattutto al calore residuo delle fasi di formazione del pianeta.

La conclusione alla quale giungono i ricercatori della KamLAND Collaboration – lo studio è stato pubblicato su Nature Geoscience – è frutto dell'analisi di sette anni e mezzo di eventi raccolti dai 1800 fotomoltiplicatori immersi in olio minerale del rilevatore giapponese KamLAND. Gli impulsi luminosi generati per l'occasionale interazione di un antineutrino con l'olio minerale hanno permesso di individuare 841 eventi, 730 dei quali riconducibili a reazioni avvenute in centrali nucleari. I rimanenti 111 sono invece imputabili al decadimento di uranio 238 e torio 232, processi ritenuti all'origine del calore prodotto dal nostro pianeta.

Il confronto con i dati raccolti dall'esperimento Borexino, il rilevatore di neutrini costruito nel cuore del Gran Sasso, ha permesso ai ricercatori di calcolare il contributo di quel decadimento ai 44 Terawatt di calore complessivo generati dalla Terra. Il risultato ottenuto è che il decadimento dell'uranio e del torio contribuisce a generare circa 20 Terawatt di energia termica, dunque solamente la metà del flusso termico complessivo.

La conclusione dei ricercatori della Collaborazione LamLAND è che la riserva di calore primordiale accumulata dal nostro pianeta nei momenti della sua formazione è ancora ben lontana dal suo esaurimento. A meno che non vi sia qualche altra fonte termica al momento

Berkeley Lab

Autori: 
Sezioni: 
Indice: 
Geofisica

prossimo articolo

La dignità della grazia

screenshot dal film La grazia

Nel suo ultimo film, il regista Paolo Sorrentino mette in scena i tormenti morali di un Presidente che deve decidere se concedere la grazia a due persone colpevoli di omicidio, seppure in circostanze attenuanti. Bisogna essere coraggiosi, oggi, per concedere la grazia, ma anche esigenti con se stessi e con gli altri. Eppure è un atto di gentilezza, una gioia per chi la riceve e per chi la concede.

Nell'immagine di copertina: uno screenshot dal film La grazia (2025), di Paolo Sorrentino

Il referendum sulla giustizia 2026 pone, a prescindere dal merito dei quesiti posti e dai pro e contra, che i diritti delle persone, della maggioranza, dei cittadini “comuni” siano, ancora una volta, ampiamente limitati perché il linguaggio della pubblica amministrazione e della giurisprudenza è troppo spesso incomprensibile. Non è solo l’uso del burocratese, ma anche del vocabolario antiquato e spesso farraginoso delle disposizioni di legge, forse alla base anche delle diverse interpretazioni delle leggi da parte degli stessi giuristi e, ovviamente, dei politici.