fbpx Ingredienti differenti | Page 2 | Scienza in rete

Ingredienti differenti

Read time: 2 mins

L'analisi delle particelle di vento solare raccolte dalla sonda Genesis indica che la composizione isotopica dell'ossigeno e dell'azoto del Sole è differente da quella dei pianeti interni.

L'obiettivo della missione Genesis era quello di permettere la determinazione delle abbondanze degli isotopi stabili di ossigeno e azoto nel vento solare, composizione che avrebbe dovuto fornire una stima affidabile dell'abbondanza isotopica del Sistema solare. Purtroppo, i noti problemi di rientro a Terra della capsula nel 2004 hanno reso particolarmente difficoltosa l'analisi del materiale raccolto.
I due studi appena pubblicati su Science non solo mostrano che, nonostante le difficoltà, le analisi sono state completate, ma che hanno portato a risultati davvero sorprendenti.

Il team di Kevin McKeegan (UCLA) ha rilevato che nel Sole l'isotopo Ossigeno-16 è molto più abbondante che non sulla Terra, sulla Luna, su Marte e nei meteoriti. Diversità che suggerisce una composizione iniziale della nebulosa solare non così omogenea come ipotizzato finora.
Un'ulteriore differenza isotopica, questa volta riguardante l'azoto, è stata individuata dal team di Bernard Marty (Centre de Recherches Petrographiques et Géochimiques). I ricercatori hanno infatti rilevato una presenza notevolmente maggiore di Azoto-14 nel Sole rispetto a quanto si osserva nella nostra atmosfera. Per quanto riguarda l'azoto la composizione solare sarebbe molto simile a quella di Giove, ma molto distante da quella dei pianeti interni.

La comprensione dell'origine di tali differenze, sottolineano i ricercatori, permetterà di avere un quadro più attendibile dell'origine del nostro sistema planetario.

NASA

Autori: 
Sezioni: 
Sistema solare

prossimo articolo

Insetti nel piatto: oltre la barriera del disgusto

piatto con insetti

Tra norme sui novel food, pregiudizi culturali e reazioni di disgusto, gli insetti commestibili restano in Europa un cibo “impossibile”, nonostante siano una risorsa alimentare per miliardi di persone e una promessa per la sostenibilità. Un nuovo programma di ricerca italiano mostra però che informare non basta: per cambiare davvero ciò che mettiamo nel piatto bisogna agire sulle emozioni, sulle aspettative e sui modelli sociali che guidano le nostre scelte. Ce lo racconta il team che ha guidato il progetto, i risultati del quale saranno presentati in un incontro pubblico il prossimo venerdì a Milano.

La transizione ecologica passa anche dai cambiamenti nelle abitudini alimentari, ma queste restano spesso intrappolate tra pregiudizi culturali e tecnicismi legislativi. In Europa, dal punto di vista normativo il confine è netto: ogni alimento privo di una storia di consumo significativo prima del 15 maggio 1997 è considerato novel food e soggetto a rigorose autorizzazioni.