fbpx Arte glaciale americana | Page 23 | Scienza in rete

Arte glaciale americana

Read time: 1 min

Le analisi di laboratorio hanno confermato che una piccola incisione raffigurante un proboscidato rinvenuta su un osso di 13 mila anni fa è la prima testimonianza di questo tipo scoperta in territorio americano.

Scoperta in Florida qualche tempo fa da un cercatore amatoriale di fossili, la schematica rappresentazione di quell'elefante lunga 7,5 centimetri e alta poco più di quattro poteva essere un reperto davvero storico. Si poteva infatti trattare della prima – e unica – raffigurazione di un grosso erbivoro con proboscide a noi pervenuta dovuta all'estro artistico di un abitante del continente americano durante l'era glaciale. Ma poteva anche rivelarsi una colossale bufala.

Barbara Purdy (Dipartimento di Antropologia dell'Università della Florida) e i suoi collaboratori hanno dunque sottoposto il reperto ad accurate indagini di laboratorio pubblicando i risultati sul Journal of Archaeological Science.
L'analisi microscopica ha mostrato una continuità nella colorazione tra la zona incisa e quella circostante, segno che entrambe le superfici hanno subito un processo di invecchiamento identico. I ricercatori, inoltre, non hanno rinvenuto alcuna traccia di particelle metalliche riconducibili a eventuali utensili disponibili in epoche più recenti.

L'autenticità del reperto sarebbe dunque fuori discussione e confermerebbe che durante l'era glaciale alcune popolazioni americane vivevano a contatto e presumibilmente cacciavano elefanti o mastodonti. Una teoria sostenuta da decenni dal geologo Elias Howard Sellards, ma finora sempre contestata.

Smithsonian Institution

Autori: 
Sezioni: 
Antropologia

prossimo articolo

Thomas Morgan, quando il gene diventa misurabile

elaborazione grafica con foto di Thomas Morgan e Drosophila

Con le ricerche di Thomas Morgan, all’inizio del Novecento, il gene cessa di essere un’entità teorica e diventa una realtà sperimentale: localizzato sui cromosomi, ordinabile in mappe, soggetto a ricombinazione e mutazione. La pubblicazione del suo "The Theory of the Gene" (1926) ha sancito la nascita della genetica causale e quantitativa, che collega ereditarietà, evoluzione e citologia e apre la strada alla genomica e alla medicina genetica.

La genetica causale nasceva cent'anni fa, quando Thomas Hunt Morgan (1866-1945) tirava le somme di oltre venti anni di studi sperimentali su Drosophila melanogaster. Pubblicato a febbraio, The Theory of the Gene (Yale University Press, New Haven, 1926) fu uno spartiacque nella storia della biologia. “Teoria”, non il concetto del gene, che c’era già almeno come unità di trasmissione, né “che cosa è un gene?”, che non si sa nemmeno oggi.