fbpx L'oceano nascosto di Encelado | Page 11 | Scienza in rete

L'oceano nascosto di Encelado

Read time: 1 min

Secondo uno studio che si basa sui dati della sonda Cassini, i materiali espulsi dai geyser del satellite di Saturno indicherebbero in modo stringente che sotto la sua crosta ghiacciata si estende un oceano d'acqua salata.

Nel lavoro, pubblicato su Nature, il team di Frank Postberg (Università di Heidelberg) riporta l'analisi della composizione delle particelle espulse da Encelado ottenuta dalle rilevazioni della Cassini in occasione dei flyby del 2008 e 2009.
Mentre a grande distanza dal satellite i grani ghiacciati sono relativamente piccoli e hanno una composizione simile a quella dell'anello E, quelli appena emessi sono di dimensioni maggiori e mostrano una composizione in cui predomina una componente salina.

Secondo i ricercatori, l'unico scenario in grado di garantire quel flusso di grani ghiacciati ricchi di sale è ipotizzare l'esistenza di una riserva d'acqua salata. Imprigionato tra la crosta superficiale ghiacciata di Encelado e il suo nucleo roccioso, insomma, si estenderebbe uno strato d'acqua profondo 80 km.
A mantenere l'acqua liquida ci penserebbero sia l'azione delle forze di marea generate da Saturno, sia il calore proveniente dal decadimento radioattivo.

NASA - University of Colorado

Autori: 
Sezioni: 
Astronomia

prossimo articolo

Un'informazione più attenta al clima non guasterebbe

L'informazione italiana è meno attenta al cambiamento climatico rispetto al 2022. La presenza di guerre e conflitti disastrosi purtroppo non riduce la gravità della crisi climatica; i media dovrebbero migliorare la loro capacità di coprire notizie che riguardano il riscaldamento globale e la transizione ecologica. La colpa è anche dell'influenza della pubblicità da parte di aziende fossili che, tra l'altro, ne approfittano per ripulirsi l'immagine. Le analisi dell'Osservatorio di Pavia.

Foto di Flipboard su Unsplash

Da quando l’Osservatorio di Pavia ha iniziato le sue analisi sulla copertura mediatica che i mezzi di informazione fanno del cambiamento climatico, la situazione è peggiorata. Dal 2022 al 2025 l’informazione climatica è diminuita del 26% nei quotidiani e del 53% nei telegiornali. In particolare, sono stati analizzati Avvenire, Corriere della Sera, Il Sole 24 Ore, la Repubblica, La Stampa e TG1, TG2, TG3, TG4, TG5, Studio Aperto, TG LA7.