fbpx Lo sportello in un touch | Scienza in rete

Lo sportello in un touch

Read time: 1 min

Addio alle lunghe code in segreteria. Alcune università italiane, tra cui quella di Verona, hanno messo a disposizione una nuova applicazione per iPhone, iPad e iPod Touch. Basta scaricare l’applicazione gratuita e con un semplice tocco sullo schermo si potrà accedere a tutte le informazioni di cui gli studenti possono avere bisogno, sia sul corso di laurea in generale, sia sul loro percorso personale di studi. Grazie a un’interfaccia intuitiva, si può visualizzare lo stato della propria carriera, accedere al servizio di certificazione e al libretto on line, consultare il calendario delle lezioni, visualizzare le date degli esami e molto altro. Per il momento sono disponibili solo alcuni servizi, ma le funzionalità aumenteranno nei prossimi mesi. E a breve, sulla strada dell'informatizzazione, l'università di Verona sarà il primo ateneo in Italia a lanciare una sorta di sportello virtuale di segreteria studenti.

Autori: 
Sezioni: 
Indice: 
Università

prossimo articolo

Tipping points e cambiamento climatico: non tutti sono negativi

piedi con due frecce in direzioni opposte

Ci sono momenti in cui un’invenzione, un’idea o un cambiamento apparentemente circoscritto modificano in profondità il nostro modo di vedere il mondo. È accaduto con il telescopio di Galileo e, secoli dopo, con "Primavera silenziosa" di Rachel Carson. Sono tipping points, punti di svolta capaci di produrre conseguenze enormi e inattese. Oggi il termine evoca soprattutto le soglie critiche del cambiamento climatico. Ma esistono anche tipping points positivi: innovazioni tecnologiche, economiche e sociali che possono accelerare la transizione e contribuire a contrastare la crisi climatica.

Nel 1608 un fabbricante di occhiali, l'olandese Hans Lippershey, sovrappone due lenti e realizza il primo approssimativo modello di telescopio: lo strumento si diffonde in pochi mesi in tutta Europa. L’anno seguente Galileo ne comprende l’importanza, lo perfeziona e lo rende idoneo per esplorare il cielo (la vicenda è narrata da Massimo Bucciantini, Il telescopio di Galileo. Una storia europea, pubblicato da Einaudi nel 2012). L’invenzione dissolve in breve tempo un modo di vedere e concepire l’universo durato per migliaia di anni.