fbpx Con due mostri nel cuore | Page 2 | Scienza in rete

Con due mostri nel cuore

Read time: 1 min

La collaborazione di due osservatori orbitanti permette agli astronomi di scoprire che nel nucleo della galassia NGC 3758 si nascondono ben due buchi neri supermassicci.

Fino a qualche tempo fa questa galassia, distante 425 milioni di anni luce, era nota soprattutto per la sua strana apparenza, molto più simile a uno smile che non a un'isola stellare. Si sapeva anche che nel suo nucleo albergava un buco nero supermassiccio, un oggetto con massa milioni di volte quella del nostro Sole che irraggiava tutt'intorno una grande quantità di energia, ma la galassia non aveva mai dato sentore di particolare attività nei domini radio, visibile e ultravioletto.

L'analisi congiunta dell'osservatorio orbitante Swift e del Chandra X-ray Observatory ha però mostrato non solo una intensa attività nel dominio X, ma anche che le intense sorgenti sono in realtà due, distanti tra loro circa 11 mila anni luce. Secondo i ricercatori, NGC 3758 – nota anche col nome di Markarian 739 – sarebbe dunque una galassia risultante dalla fusione di due galassie precedentemente indipendenti, ciascuna con il proprio nucleo attivo.
La ricerca, coordinata da Michael Koss (NASA Goddard Space Flight Center di Greenbelt), è stata proposta a The Astrophysical Journal Letters e verrà pubblicata su un prossimo numero della rivista.

NASA

Autori: 
Sezioni: 
Astrofisica

prossimo articolo

I ricercatori e tecnologi INAF precari richiedono un intervento urgente alla Presidenza del Consiglio

In un prato, di notte, un telescopio che emette luce punta verso il cielo stellato

Pubblichiamo la lettera aperta con cui la Rete degli stabilizzandi INAF si rivolge alla Presidente del Consiglio per chiedere un intervento legislativo urgente che consenta di stabilizzare, come era stato in precedenza concordato, i molti ricercatori con contratti a termine in essere da molti anni. Oggi in INAF si contano 660 figure precarie su circa 1.920 addetti complessivi; oltre il 40% del personale di ricerca e tecnologia è in condizione di precarietà, e circa 300 persone avrebbero già i requisiti per una stabilizzazione immediata secondo la normativa vigente. Senza un nuovo intervento straordinario molte professionalità altamente qualificate rischiano di lasciare l’Ente o addirittura il Paese. Crediti immagine: Simone Delalande su Unsplash

Onorevole Presidente del Consiglio,

siamo ricercatori e tecnologi precari dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF).

Possediamo il Dottorato di Ricerca e una media di 8 anni di esperienza lavorativa e di 40 anni di età. Siamo pertanto professionisti qualificati, che da tempo guidano e garantiscono continuità a progetti di ricerca strategici nazionali e internazionali del nostro Ente: ormai non siamo più giovani in formazione.

Con questa lettera aperta chiediamo il Suo intervento circa la drammatica situazione di precariato che si è venuta a creare.