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Con due mostri nel cuore

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La collaborazione di due osservatori orbitanti permette agli astronomi di scoprire che nel nucleo della galassia NGC 3758 si nascondono ben due buchi neri supermassicci.

Fino a qualche tempo fa questa galassia, distante 425 milioni di anni luce, era nota soprattutto per la sua strana apparenza, molto più simile a uno smile che non a un'isola stellare. Si sapeva anche che nel suo nucleo albergava un buco nero supermassiccio, un oggetto con massa milioni di volte quella del nostro Sole che irraggiava tutt'intorno una grande quantità di energia, ma la galassia non aveva mai dato sentore di particolare attività nei domini radio, visibile e ultravioletto.

L'analisi congiunta dell'osservatorio orbitante Swift e del Chandra X-ray Observatory ha però mostrato non solo una intensa attività nel dominio X, ma anche che le intense sorgenti sono in realtà due, distanti tra loro circa 11 mila anni luce. Secondo i ricercatori, NGC 3758 – nota anche col nome di Markarian 739 – sarebbe dunque una galassia risultante dalla fusione di due galassie precedentemente indipendenti, ciascuna con il proprio nucleo attivo.
La ricerca, coordinata da Michael Koss (NASA Goddard Space Flight Center di Greenbelt), è stata proposta a The Astrophysical Journal Letters e verrà pubblicata su un prossimo numero della rivista.

NASA

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Astrofisica

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Nell'immagine di copertina: i resti rinvenuti in Marocco. Crediti: Hublin JJ, Lefèvre D, Perini S et al. Early hominins from Morocco basal to the Homo sapiens lineage. Nature (2026). https://doi.org/10.1038/s41586-025-09914-y. Licenza: CC BY 4.0

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