fbpx Nasce SuperB | Page 12 | Scienza in rete

Nasce SuperB

Read time: 2 mins

L'Istituto nazionale di fisica nucleare (INFN) dà vita a SuperB, un anello acceleratore sotterraneo, in cui si scontreranno elettroni e positroni, che occuperà un’area di circa 30 ettari del campus dell’Università di Roma Tor Vergata, collegato con i vicini Laboratori nazionali di Frascati dell’INFN.

Complementare alla grande macchina del CERN, l'LHC, il SuperB punterà ad aumentare  l’intensità delle collisioni dei fasci di particelle e quindi la produzione di  fenomeni fisici estremamente rari e non ancora esplorati. LHC invece ha aumentato in modo straordinario l’energia a cui avvengono le collisioni, indagando la nuova  fisica prodotta in questo modo.  Il balzo in avanti della luminosità (ovvero del numero di collisioni prodotte) di SuperB si basa su idee sviluppate in Italia e sperimentate dalla divisione acceleratori dei Laboratori Nazionali di Frascati dell’INFN, con la macchina Dafne.

La stessa infrastruttura però  fornirà nuove tecnologie e avanzati strumenti di sperimentazione alle ricerche di fisica della materia, biologia, nanotecnologie e biomedicina. Fasci di luce con caratteristiche uniche per coerenza e collimazione consentiranno di  visualizzare strutture biologiche o inorganiche a una risoluzione mai raggiunta e di scattare delle “microistantanee”  dei processi biochimici in atto. Potranno essere utilizzati nella costruzione di nano strutture o di componenti elettronici. Saranno utili per la sintesi di nuovi farmaci o materiali innovativi.

E’ la prima volta che una macchina acceleratrice viene progettata  fin dall’inizio per soddisfare allo stesso tempo le esigenze della fisica fondamentale e di quella applicata" ha dichiarato il presidente dell’INFN, Roberto Petronzio. "SuperB rappresenta  una storica occasione  di incontro di queste due importanti comunità internazionali e allo stesso tempo la possibilità di valorizzare significativi settori della ricerca italiana. Il progetto si inquadra naturalmente in un contesto di collaborazioni internazionali e contribuirà a rafforzare il primato europeo nella fisica delle alte energie, che ha già un suo solido faro nel CERN di Ginevra.”

Il progetto è stato finanziato dal documento di programmazione economica del CIPE per 250 milioni di euro ed è uno dei 14 progetti bandiera del Piano nazionale della ricerca. 

 

Autori: 
Sezioni: 
Indice: 
Fisica

prossimo articolo

Houston, abbiamo un problema: se la risposta fosse un gemello digitale?

mano che regge citta

La celebre frase «Houston, abbiamo un problema», resa iconica dal film "Apollo 13" con Tom Hanks nel ruolo del comandante Jim Lovell, rimanda alla missione NASA del 1970 che, in seguito a un’esplosione, fallì l’allunaggio, ma riuscì comunque a riportare a casa l’equipaggio grazie a simulazioni delle manovre di emergenza realizzate con l'ausilio di una copia della navicella. Nati per gestire sistemi lontani e complessi, i gemelli digitali affrontano oggi la sfida più ambiziosa: comprendere e governare il sistema Terra. Modellano edifici e reti energetiche delle smart city per ottimizzare consumi ed emissioni, ma replicano anche ecosistemi remoti e fragili, come le Svalbard, per interpretare le dinamiche della crisi climatica.

I gemelli digitali (in inglese digital twins) stanno uscendo dall’ambito industriale per diventare strumenti chiave nelle politiche ambientali e climatiche. E trovano uno spazio sempre più ampio nelle costruzioni, dalle smart cities all’edilizia.