fbpx Nasce SuperB | Scienza in rete

Nasce SuperB

Primary tabs

Read time: 2 mins

L'Istituto nazionale di fisica nucleare (INFN) dà vita a SuperB, un anello acceleratore sotterraneo, in cui si scontreranno elettroni e positroni, che occuperà un’area di circa 30 ettari del campus dell’Università di Roma Tor Vergata, collegato con i vicini Laboratori nazionali di Frascati dell’INFN.

Complementare alla grande macchina del CERN, l'LHC, il SuperB punterà ad aumentare  l’intensità delle collisioni dei fasci di particelle e quindi la produzione di  fenomeni fisici estremamente rari e non ancora esplorati. LHC invece ha aumentato in modo straordinario l’energia a cui avvengono le collisioni, indagando la nuova  fisica prodotta in questo modo.  Il balzo in avanti della luminosità (ovvero del numero di collisioni prodotte) di SuperB si basa su idee sviluppate in Italia e sperimentate dalla divisione acceleratori dei Laboratori Nazionali di Frascati dell’INFN, con la macchina Dafne.

La stessa infrastruttura però  fornirà nuove tecnologie e avanzati strumenti di sperimentazione alle ricerche di fisica della materia, biologia, nanotecnologie e biomedicina. Fasci di luce con caratteristiche uniche per coerenza e collimazione consentiranno di  visualizzare strutture biologiche o inorganiche a una risoluzione mai raggiunta e di scattare delle “microistantanee”  dei processi biochimici in atto. Potranno essere utilizzati nella costruzione di nano strutture o di componenti elettronici. Saranno utili per la sintesi di nuovi farmaci o materiali innovativi.

“E’ la prima volta che una macchina acceleratrice viene progettata  fin dall’inizio per soddisfare allo stesso tempo le esigenze della fisica fondamentale e di quella applicata" ha dichiarato il presidente dell’INFN, Roberto Petronzio. "SuperB rappresenta  una storica occasione  di incontro di queste due importanti comunità internazionali e allo stesso tempo la possibilità di valorizzare significativi settori della ricerca italiana. Il progetto si inquadra naturalmente in un contesto di collaborazioni internazionali e contribuirà a rafforzare il primato europeo nella fisica delle alte energie, che ha già un suo solido faro nel CERN di Ginevra.”

Il progetto è stato finanziato dal documento di programmazione economica del CIPE per 250 milioni di euro ed è uno dei 14 progetti bandiera del Piano nazionale della ricerca. 

Autori: 
Sezioni: 
Indice: 
Fisica

prossimo articolo

La ricerca e l'innovazione dell'IA in mano a oligopoli privati: l’allarme e le soluzioni

L`intelligenza artificiale va regolamentata prima che si affermino forme di oligopolio, o persino di monopolio, capaci controllare l`accesso alle informazioni e la produzione di nuove conoscenze: per questo serve un grande centro di ricerca pubblico che oggi può essere realizzato solo in Europa. Lo afferma il premio Nobel per la fisica Giorgio Parisi in occasione del convegno ⁠ "Ricerca e democrazia nell`epoca delle Big Tech" ⁠ organizzato dal Gruppo 2003 per la ricerca scientifica il 14 maggio presso la sede del CNR a Roma, in collaborazione con Scienza in rete. Il dossier presentato dall'associazione sostiene con dati i rischi posti da un predominio economico schiacciante esercitato da poche aziende che valgono quanto il PIL degli USA, e che stanno condizionando profondamente anche l'ecosistema della ricerca scientifica, sempre meno aperto e controllato dalla comunità di riferimento. Nell'immagine Giorgio Parisi, foto di Luca Carra.

Sei aziende (NVIDIA, Alphabet, Apple, Microsoft, Amazon e Meta) valgono oggi circa 22.000 miliardi di dollari, tre quarti del PIL degli Stati Uniti. Nel solo 2026 spenderanno in infrastrutture digitali tra 660 e 725 miliardi di dollari, circa tre volte e mezzo il bilancio federale americano per tutta la ricerca civile.