Proprio mentre FDA ed EMA mettono in guardia i consumatori sui rischi del drospirenone, il progestinico sul mercato dal 2000 contenuto in alcune tra le più diffuse pillole anticoncezionali e cure per la menopausa, in Italia c’è chi ripete dalla ribalta del 13° Congresso mondiale sulla menopausa che questo prodotto «riduce o addirittura annulla i possibili effetti sulla ritenzione idrica ed è particolarmente efficace nel controllo del rischio cardiovascolare. Abbassa la pressione arteriosa e può ridurre fino a 3 cm la circonferenza addominale». Nemmeno una parola sul fatto che meno di due mesi fa il British Medical Journal abbia pubblicato due nuovi studi (che si aggiungono a molti altri) secondo i quali la sostanza raddoppia il rischio di trombosi venose rispetto ai contraccettivi tradizionali contenenti levonorgestrel.
Pillole al cuore del business
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(Ri)guardare ER nel 2026

Rimesso a disposizione su Netflix, "ER – Medici in prima linea" resta un caposaldo dei medical drama. Rivederla a oltre trent’anni dal debutto non significa solo ritrovare casi clinici e personaggi, ma misurare quanto siano cambiati la medicina e il lavoro sanitario non meno delle rappresentazioni sociali della malattia. E forse anche accorgersi che, più delle pratiche e della realtà, a evolversi rapidamente sono stati i modi di raccontarle.
Nell'immagine di copertina: screenshot dalla sigla di ER - Medici in prima linea
Netflix ha messo a disposizione sulla sua piattaforma la serie ER – Medici in prima linea. Per chi l’aveva appassionatamente seguita ai tempi, odi et amo: da una parte ci toccano 15 anni di puntate da rivedere, dall’altra è l’occasione di immergersi in una serie nota, amata e che ha letteralmente fatto la storia di enorme successo dei medical drama. E, in questo modo, anche di farsi due conti su come è cambiata non solo la medicina sensu strictu, ma anche i suoi rapporti con la società e il modo di raccontarla.