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Ecco su cosa lavorerà l'agenzia

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Prima di tutto vorrei ringraziare Scienzainrete e il Gruppo 2003 per l'attenzione alla nostra Agenzia e per il riconoscimento all'importante ruolo che avrà nella strategia di sviluppo delle università e degli enti di ricerca, una strategia dove la valutazione ricoprirà necessariamente un ruolo centrale.

Vi chiedo un po' di pazienza per avere risposte alle vostre domande, tutte molto importanti e alle quali vorrei rispondere dopo che il Consiglio Direttivo ha messo a fuoco il suo programma. Siamo già al lavoro su varie questioni che hanno una grande priorità.

In linea generale, tuttavia, posso già affermare che l'ANVUR cercherà di assolvere ai suoi compiti di:

  1. valutazione delle Università e degli enti di ricerca per quanto riguarda, formazione, ricerca, trasferimento di conoscenza ed efficienza gestionale, fatta nel modo più sistemico possibile
  2. ricerca sui modeli di valutazione
  3. internazionalizzazione sia come parametro di valutazione che come confronto con le altre agenzie di valutazione internazionali
  4. accompagnamento dei regolamenti attuativi della riforma universitaria.

Stiamo attualmente lavorando per far ripartire il processo di valutazione della ricerca che vogliamo estendere fino al 2010. E quindi sul nuovo VQR e sui panel di valutazione. Contiamo di uscire al più presto con il bando per la presentazione dei prodotti della ricerca.

Per gli aspetti più specificatamente organizzativi, ci stiamo attrezzando, ma siamo solo agli inizi e, come dicevo, chiedo un po' di pazienza per avere risposte adeguate.Vorremmo anche al più presto organizzare degli incontri con i gruppi che si sono interessati e si stanno interessando alla valutazione.


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Che cosa hanno in comune Edgar Allan Poe, O.J. Simpson e gli errori giudiziari? La risposta passa per la statistica, ma soprattutto per il modo in cui ragioniamo. In “Se fossi stato al vostro posto” (Raffaello Cortina Editore, 2025) Marco Malvaldi parte da un celebre caso di cronaca ottocentesca e dalla sua trasfigurazione letteraria per mostrare come, quando siamo chiamati a interpretare i fatti, numeri, probabilità, narrazione e fallacie cognitive si intreccino. Un saggio e insieme un manuale, ricco di casi (reali o inventati) ma anche di ironia, che infine diventa un appello a chi, di fronte all’incertezza delle prove, ha la responsabilità di decidere della colpevolezza o dell’innocenza di qualcuno

Questa è una recensione che esce con colpevolissimo ritardo. In effetti, appena in anticipo sul primo compleanno del libro. Per fortuna, i libri non hanno una data di scadenza (almeno nella maggior parte dei casi). Di certo non ce l’ha Se fossi stato al vostro posto (Raffaello Cortina Editore, 2025), in cui Marco Malvaldi parla di qualcosa decisamente a lunga conservazione: la statistica e la narrazione.