fbpx Escherichia coli: la cura ci sarebbe | Scienza in rete

Escherichia coli: la cura ci sarebbe

Primary tabs

Read time: 1 min

C’è un antidoto alla tossina prodotta dall’Escherichia coli che nel nord Europa ha già colpito quasi 2750 persone uccidendone 25 morti (per i dati aggiornati vedi Epicentro). O meglio c’era, ma nessuno l’ha voluto. I ricercatori dell’Università di Adelaide, negli Stati Uniti, hanno infatti ricordato che nel 2000 avevano pubblicato su Nature medicine un promettente studio che illustrava le proprietà di un probiotico capace di legare e neutralizzare la tossina di Escherichia coli. «Avevamo prodotto un batterio ricombinante che esprimeva in superficie un recettore per la tossina Shiga, quella responsabile dei maggiori danni all’organismo» spiega Renato Morona, che fa parte del team. «Nei topi la somministrazione orale del probiotico era bastata a neutralizzare completamente la tossina, che in sua assenza era letale al 100%».

Episodi meno estesi e gravi in termini di vite umane di quello che ha avuto origine ad Amburgo, il più letale riportato in età moderna, sono abbastanza comuni e portano con sé un notevole carico, se non di vittime, di danni cronici, soprattutto ai reni. Nel registro dell’Istituto superiore di sanità sulle sindromi uremico emolitiche si contano ogni anno una cinquantina di casi, per lo più bambini. Ma il rimedio messo a punto ad Adelaide non  trovò interesse da parte dell’industria farmaceutica, per cui non venne mai sviluppato e prodotto.  

Nature medicine 2000; 6: 265-270

Autori: 
Sezioni: 
Indice: 
Tossinfezioni

prossimo articolo

Ricerca pubblica, un piano che non salva i ricercatori

Un emendamento alla legge di bilancio promette un piano straordinario di reclutamento per i ricercatori PNRR, ma le risorse, i meccanismi di cofinanziamento e le esclusioni previste lo rendono largamente insufficiente. Il rischio è di aggravare il precariato invece di ridurlo. Riceviamo e pubblichiamo la lettera del Comitato Nazionale dei Ricercatori Universitari PNRR

Nei giorni scorsi è stato inserito un emendamento alla legge di bilancio su iniziativa della maggioranza che attribuisce risorse ad un piano di reclutamento straordinario per l’assunzione di ricercatori nelle università e negli enti di ricerca, con particolare riguardo al personale a tempo determinato impegnato in progetti finanziati con risorse del PNRR. Questa proposta tuttavia presenta numerose limitazioni e risulta di fatto inadeguata ad affrontare le attuali difficoltà del sistema della ricerca italiano.