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I robot parlano in veneto

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Paolo Fiorini, docente del dipartimento di informatica dell’Università di Verona, ha ricevuto a Vasteras, in Svezia, il premio “Eurobotics technology transfer 2011” per la creazione di un robot chirurgico. Il riconoscimento è stato assegnato all’università di Verona per aver realizzato, in collaborazione con la start-up Surgica Robotica, “Surgenius”, un sistema per la chirurgia minimamente invasiva più avanzato e flessibile di quelli attualmente disponibili. Prossimo a ottenere il marchio CE, potrà poi essere sperimentato su pazienti in accordo con i comitati etici dei vari ospedali. Il gruppo di ricerca sta lavorando su altri cinque progetti, non soltanto legati all’attività in sala operatoria: il progetto “Filose”, per esempio, studia il sistema sensoriale dei pesci per progettare robot sottomarini in grado di muoversi in modo efficiente in acque turbolente, mentre “Edufill” è un programma didattico di insegnamento della robotica. «Occorre infatti rimediare alla mancanza di un metodo per preparare il personale tecnico necessario per usare i robot in applicazioni non industriali, come ad esempio la chirurgia» ha spiegato Fiorini.

Comunicato stampa Università di Verona

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Nella “società delle mangrovie”, come la definisce il filosofo Luciano Floridi, dove umano e digitale si intrecciano, l’intelligenza artificiale smette di essere solo fonte di inquietudine e diventa strumento di espressione. Il libro "EmoziIonAbili" (Pisa University Press) racconta come l’IA generativa possa trasformarsi in un «esoscheletro cognitivo» capace di dare voce a giovani con disabilità, amplificando emozioni e storie senza tradirle, e aprendo nuove strade per un uso etico e inclusivo della tecnologia.

L’intelligenza artificiale generativa, che dal 2022 sta trasformando profondamente la nostra vita, continua a disorientarci: ci somiglia così tanto da rendere difficile tracciare un confine tra ciò che produce e ciò che siamo in grado generare noi. Del resto, ha imparato a esprimersi osservandoci e imitandoci, e lo fa sempre meglio. Tutto questo inquieta: saprà fermarsi quando lo vorremo noi?