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Un polmone nuovo di zecca

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Ha lasciato a bocca aperta anche gli esperti lo studio pubblicato in questi giorni sul New England Journal of Medicine, e a cui hanno partecipato ricercatori italiani dell’Università di Parma, uno dei quali, Piero Anversa, che ha coordinato la ricerca, è  a capo del laboratorio di medicina rigenerativa della Harvard University di Boston. Dopo aver isolato da pezzi chirurgici di tessuti polmonari cellule staminali multi potenti, i ricercatori li hanno iniettati in una trentina di topi da laboratorio i cui polmoni erano stati danneggiati: nel giro di 10-14 giorni, in tutti gli animali, l’organo si è ricostituito perfettamente, con tutta la sua varietà di componenti (bronchioli, alveoli, vasi), perfettamente integrate dal punto di vista anatomico e funzionale tra loro e con i tessuti preesistenti. E’ soprattutto la capacità di rigenerare questa complessità anatomico-funzionale ad aver sorpreso i ricercatori. Se l’esperimento si riuscirà a ripetere, potrà rappresentare una vera e propria svolta nella cura di malattie come l’enfisema e l’ipertensione polmonare.

New Engl J of Med 2011; 364:1795-1806

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Staminali

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Nipah, in Europa il virus non spaventa. Ma il contesto sì

virus Nipah al microscopio

Durante la pandemia di Covid-19 il film Contagion sembrò anticipare la realtà: zoonosi, risposta sanitaria globale, disinformazione. Oggi un focolaio di Nipah virus in India riporta l’attenzione su questi scenari. Il rischio per l’Europa resta basso, ma il contesto è cambiato: la cooperazione internazionale è più fragile, dopo il ritiro degli Stati Uniti dall’Organizzazione mondiale della sanità. La domanda non è se scattare l’allarme, ma come rafforzare una risposta globale efficace.

In copertina: fotografia al microscopio ottico del Nipah virus. Crediti NIAID/Wikimedia Commons. Licenza: CC BY 2.0

Durante la pandemia da Covid-19, il film Contagion del 2011 ebbe un picco di popolarità, perché in effetti la risposta della comunità internazionale (tra cui i CDC statunitensi erano in prima fila) alla minaccia di una pandemia aveva parecchie somiglianze con quello che stava succedendo nel mondo al di fuori dello schermo. Nel film, il virus che causava appunto il contagio era sconosciuto, proveniva dal mondo animale, più precisamente dai pipistrelli che, disturbati dalle attività umane nel loro habitat naturale, andavano a infettare dei maiali.