fbpx La Corte contro le embrionali | Page 2 | Scienza in rete

La Corte contro le embrionali

Read time: 1 min

I coordinatori dei maggiori consorzi europei che lavorano sulle cellule staminali hanno scritto una lettera a Nature, pubblicata il 28 aprile, stigmatizzando la presa di posizione dell'avvocato generale della Corte europea di giustizia che il mese scorso si è espresso contro un brevetto che riguarda cellule derivate da staminali embrionali.

Il brevetto, rilasciato in Germania, riguarda una linea di progenitori di cellule neurali. Dopo che il brevetto è stato denunciato da parte di Greenpeace, il governo tedesco si è rivolto alla Corte di giustizia europea per sanare la controversia. L'avvocato generale ha argomentato che non si può brevettare qualcosa che sia derivato da embrioni. Ora dovrà esprimersi la corte.

Con questa lettera (primo firmatario Austin Smith), i ricercatori che lavorano sulle staminali vogliono far capire quali conseguenze avrebbe non consentire più brevetti sulle linee cellulari derivate dalle staminali embrionali (più di cento) per la ricerca e la medicina. Sottolineano anche che le cellule non vengono ottenute "da embrioni", bensì da cellule staminali di ovociti sovrannumerari da fecondazione assistita.

La lettera su Nature (28 aprile 2011)

Autori: 
Sezioni: 
Staminali

prossimo articolo

Riforestazione: un’arma a doppio taglio da conoscere e gestire

campagna con foresta retrostante

A causa dell’abbandono massiccio delle campagne ogni anno i nuovi boschi guadagnano terreno e, in quasi tutti i casi, scegliamo di non gestirli. Questa ricolonizzazione non gestita rischia di ridurre la qualità ecologica degli ecosistemi agro-forestali, rendendoli meno resistenti al fuoco e più poveri di biodiversità.

Nell'immagine di copertina: Foreste e coltivazioni in coesione tra sviluppo naturale e gestione a Gaiole di Chianti (Siena). Crediti: Enrico Ugo Pasolini

«Ai miei tempi qui era tutta campagna, ci hanno ripetuto i nostri nonni davanti alle periferie delle loro città. È probabile che ai nostri figli noi diremo lo stesso, non davanti ai palazzi di una metropoli ma di fronte al verde di un bosco che fino a pochi anni fa non esisteva: «Ai miei tempi, questa era tutta campagna».